Sondaggi, boom Borgonzoni in Emilia: il sorpasso a Bonaccini è vicino

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A poco più di 40 giorni dal voto in Emilia-Romagna appare uno scenario tanto chiaro quanto incerto: se da una parte si registra una promozione dell’operato di Stefano Bonaccini, dall’altra emerge un exploit di Lucia Borgonzoni.

Nel sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera, l’amministrazione del centrosinistra è stata considerata positiva dal 73% degli intervistati; il 22% l’ha giudicata negativa; il 5% non sa. Da notare come le valutazioni più che sufficienti sono state espresse anche dagli elettori dell’opposizione: un voto da 6 a 10 è stato attribuito dal 55% del centrodestra, dal 72% dei grillini e dal 70% di altri candidati.

Tuttavia, come già detto, la candidata della Lega potrebbe stupire tutti e prendersi il comando della Regione, il che rappresenterebbe la caduta di un’altra terra rossa dopo l’Umbria. Si evince inoltre una sostanziale differenza di livello di notorietà e di gradimento: il governatore attuale risulta conosciuto dall’82% degli elettori e gradito dal 55% (contro il 26% che non lo apprezza); la sfidante è invece conosciuta dal 71% e gradita dal 32% (con il 38% contro).

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Boom Borgonzoni

Un elemento che inevitabilmente potrebbe influenzare l’esito dell’elezione è quello dell’astensione e degli indecisi: oggi rappresentano quasi un elettore su due (47,2%). Si tratta di un dato inferiore a quello del 2014, giustificato anche dalla nascita del movimento delle sardine, che ha l’obiettivo di portare in piazza anche tutti coloro che non hanno più fiducia nella politica.

Lo scenario registrato testimonia dunque un sostanziale equilibrio: Bonaccini si attesterebbe al 44,2%; la Borgonzoni sogna il sorpasso forte del 42,1% attualmente incassato. Interessante il quadro relativo all’orientamento di voto: il centrosinistra prevale sul centrodestra 43,1% a 42,8%, recuperando lo svantaggio di 6,7% registrato alle Europee. Nello specifico: Lega (25,9%), Partito democratico (22,9%), Lista Bonaccini e altre liste di centrosinistra (20,2%), Fratelli d’Italia (10,1%), Movimento 5 Stelle (8,2%), Lista Borgonzoni e altre liste di centrodestra (4,8%), Potere al popolo (3,8%), Forza Italia (2%).

La partita è ancora lunga: Bonaccini potrebbe risultare avvantaggiato dallo scolorimento dell’appartenenza al Pd, come dimostrato dall’assenza del logo dei dem nella sua campagna elettorale. La curiosità assume una crescita costante perché una tornata elettorale regionale potrebbe trasformarsi in un test a livello nazionale: oltre la conferma del tradizionale vento di sinistra, si attende di scoprire anche lo stato di salute del Partito democratico dopo l’addio di Matteo Renzi e i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione.

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