Bello Figo scandalizza l’università di Pisa, che risponde con una denuncia. Scoppia la polemica politica

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Non si placano le polemiche, a Pisa, per il video hot di Bello Figo girato in un’aula dell’Università di Pisa. Video dal contenuto molto volgare (sia per le immagini che per le scene), come peraltro nello stile del rapper, per realizzare il quale non era stata chiesta alcuna autorizzazione. Ed è per questo che l’Università di Pisa ha deciso di presentare una formale denuncia, come spiega il rettore Paolo Mancarella a La Nazione: “L’Università di si tutelerà in tutte le sedi perché il video è stato girato senza alcuna autorizzazione e soprattutto perché c’è stato anche un uso improprio degli spazi universitari”. Molto adirato anche il direttore del Dipartimento di Economia e management, Silvio Bianchi Martini: “Trovo la situazione inaccettabile e come uomo mi ritengo assolutamente indignato”.

Stupisce l’apparente facilità con cui il rapper, con le modelle-ballerine e la sua “troupe”, abbiano potuto girare quelle scene all’interno dell’aula universitaria. Segno, evidentemente, che la vigilanza non è così alta. “Purtroppo gli ingressi sono più di uno e il personale non basta -spiega Bianchi Martini -. Inoltre non possiamo chiuderli con i cancelli perché, in caso di incendio, chi fosse dentro l’ateneo non potrebbe uscire. Al massimo possiamo serrare le sbarre, ma quelle possono fermare al più dei mezzi, non persone che si spostano a piedi”.

Intanto si indaga per cercare di capire chi abbia aiutato Bello Figo nella sua incursione. Un gruppo di esperti informatici sta setacciando i filmati e le tracce lasciate sul web (youtube e instagram) per individuare i possibili responsabili. Per ora i soli nomi noti, oltre a quello del rapper, sono Lorenzo Galassi (regista), Adeline Patricia BUzzori (fotografa) e tre ragazze livornesi (delle cinque che si vedono nel video): Chiara Conforti, Francesca Renda e Zerina Qeti. Il sospetto è che il “basista” non sia un dipendente dell’università quanto uno studente, che ben conosce gli spazi e le abitudini delle aule del dipartimento preso di mira, con alcune aule lasciate aperte, anche fuori dalle lezioni, per permettere agli studenti di studiare e confrontarsi.

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Ovviamente a Pisa gli studenti non parlano d’altro. C’è chi si diverte e chi si indigna per la “profanazione”. Ma c’è un altro particolare che fa arrabbiare i pisani. Il video, a quanto pare, è stato girato da un regista livornese e Bello Figo ha ballato e cantato attorniato da ragazze livornesi. Le immagini sarebbero state girate lo scorso novembre.

“Il rapper Bello Figo profana le aule dell’Università di Pisa. Vergogna!”, tuona l’europarlamentare pisana Susanna Ceccardi (Lega), che definisce il video “un’offesa senza precedenti per l’Ateneo e la comunità cittadina. È agghiacciante – prosegue – che un video musicale dai contenuti ben sopra le righe, senza censure, che parla esplicitamente di sesso e che veicola messaggi poco educativi, sia stato girato in un’aula della facoltà di economia dell’Università di
Pisa ed è una cosa vergognosa che sia stato permesso al cantante di filmare indisturbato in facoltà, attorniato da modelle vestite in abiti succinti. Auspichiamo – conclude l’esponente leghista – che venga intrapresa un’azione legale forte e risoluta da parte dell’Università. Non siamo bacchettoni ma c’è un limite a tutto. Ed è stato superato”. La Lega ha anche annunciato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca. DI questa imbarazzante vicenda, dunque, finirà per occuparsi anche il Parlamento.

Un’altra esponente della Lega, Elena Vizzotto, responsabile in Toscana per le politiche femminili, osserva “Bello Figo offende l’Università di Pisa ma anche tutte le donne, ogni giorno vittime di violenze e soprusi. Auspico che l’Ateneo faccia davvero chiarezza su chi abbia permesso che venisse girato quel video, un coacervo di volgarità e nulla cosmico da lasciare basiti, dato che è improbabile che nessuno si sia accorto del personaggio in questione e delle riprese. Nella piena libertà di espressione di tutti – conclude – esistono dei limiti che non dovrebbero essere oltrepassati. Mi auguro tutto il mondo politico e sociale in modo unanime condanni questo obbrobrio”.

Tornando si Youtube per rivedere le immagini incriminate, si scopre che “il video è stato rimosso dall’utente“.

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