Rogo Cavallerizza a Torino: preso un marocchino, voleva fare una strage (video)

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È stato fermato il responsabile dell’incendio che il 21 ottobre scorso ha avvolto il tetto della Cavallerizza Reale di Torino, bene artistico inserito tra i patrimoni dell’Unesco. L’uomo ha 38 anni, di origini marocchine, nato in Spagna. In Italia da alcuni mesi, in modo irregolare. Non è chiaro perché lo abbia fatto.  L’uomo, arrestato a Genova, è accusato di strage. Secondo gli investigatori “voleva uccidere tutte le persone dentro” la struttura.

Il rogo della Cavallerizza: tentata strage

L’uomo è stato individuato ieri dal Commissariato Centro di Genova durante un controllo. Nel corso dell’indagine, la polizia torinese aveva ascoltato alcuni occupanti dell’area cosiddetta Granai. Gli inquirenti avevano già identificato gli occupanti per un furto di energia elettrica qualche giorno prima. Allacci abusivi efettuati nella struttura che ha poi preso fuoco.

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Un video incastra il 38enne marocchino

Tra gli occupanti, c’era anche il marocchino fermato oggi. L’uomo ha riferito di essere senza fissa dimora e di pernottare all’interno della struttura da circa un paio di mesi. In merito all’incendio, il 38enne ha detto di essere estraneo ai fatti e di aver fatto rientro alla Cavallerizza alle 6 del mattino, dopo aver trascorso una notte ai Murazzi del Po. Tale versione, però, è stata smentita dai filmati delle telecamere istallate da personale del Commissariato Centro di Torino, per un’attività d’indagine finalizzata a indagare su una probabile attività di spaccio nella Cavallerizza.

La Cavallerizza è anche zona di spaccio

Dalle registrazioni, infatti, si nota l’autore dell’incendio dirigersi verso la porta della struttura della Cavallerizza nota come il Tempietto, versare il liquido di una bottiglia in vetro per poi tentare di appiccare il fuoco con un accendino, senza riuscirci. Dopo un paio di ore, il video immortala l’uomo mentre si dirige nella zona dei Granai. Si muove nell’oscurità mentre accende di tanto intanto delle fiammate. In seguito lo si vede allontanarsi precipitosamente da una porta dei Granai, quella dalla quale partiranno le fiamme del rogo.

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