Spagna, Catalogna nel caos tra violenze e scontri per l’Indipendenza

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Violenze, scontri, bombe molotov e spaccate alle vetrine dei negozi lungo le vie principali di Barcellona.

È questa la drammatica situazione che la popolazione sta vivendo in queste ore di scioperi e violente proteste, in balia delle frange più estreme dei cosiddetti indipendentisti spagnoli che rivendicano a gran voce l’indipendenza della Catalogna.

La scintilla di questa nuova ondata di manifestazioni separatiste è stata la delibera delle pesanti condanne (dai 9 ai 13 anni reclusione) inflitte ai leader catalani che nel 2017 avevano cercato con un improbabile (e fallito) colpo di stato “regionale” di affermare l’indipendenza totale della più ricca regione spagnola, per l’appunto la Catalogna, che rappresenta un quinto del Pil spagnolo.

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Oggi è il quinto giorno di mobilitazione massiccia che ha richiamato e assemblato per le strade della capitale catalana decine di migliaia di separatisti provvisti di bandiere, megafoni e bombolette spray con le quali rivendicano sui muri e sulle vetrine dei negozi cittadini tutta la loro rabbia e volontà di ottenere la tanto bramata autonomia totale dalla capitale spagnola di Madrid.

In queste ore è infatti attesa una nuova manifestazione che sta letteralmente bloccando Barcellona, tanto che in giornata sono già arrivati a quota 57 i voli cancellati all’aeroporto di Barcellona-El Prat. Le autorità locali hanno già allertato la popolazione di rimanere in casa. Le forze dell’ordine sono pronte ad affrontare una nuova notte di barricate e il conseguente sconvolgimento della città, come testimoniano i diversi arresti (oltre 110) compiuti da inizio settimana a ieri notte.

Queste proteste segnano comunque l’inizio di una nuova fase della strategia indipendentista, messa a punto dai diversi movimenti separatisti. È la prima volta dal fallito tentativo secessionista del 2017, che l’indipendenza della Catalogna viene rivendicata usando anche la violenza come arma politica.

La violenza ha “gravemente danneggiato le istituzioni e la reputazione internazionale della Catalogna”, ha commentato il ministro degli Interni Fernando Grande-Marlaska.

Nelle strade di Barcellona, ​​come nel resto della regione, la questione dell’indipendenza si divide. Secondo l’ultimo sondaggio pubblicato a luglio dal governo regionale, il 44% della popolazione è a favore dell’indipendenza, mentre il 48,3% è contrario.

il giornale.it

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