Matteo Salvini, i magistrati accusano: “Mette a rischio arresti e operazioni di polizia”, guerra totale

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Matteo Salvini torna nel mirino della magistratura. Questa volta l’accusa rivolta al Viminale è di “mettere a rischio il buon esito delle operazioni” di polizia. Il ministro dell’Interno ha infatti diramato una nota, destinata alle agenzie di stampa, nella quale informava sull’arresto di undici stranieri nella zona di Varedo, in provincia di Milano: “Beccati undici pregiudicati stranieri, quasi tutti irregolari, per tentato omicidio, spaccio, detenzione e porto abusivo di armi. Scatenavano la guerra per il controllo della droga a Varedo, nel Milanese: nessuna pietà per i venditori di morte. Grazie ai Carabinieri! Pene esemplari ed espulsioni!”.

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Alle parole di Salvini di questa mattina, giovedì 6 giugno, è seguita la risposta della procura di Monza: “In ordine ad una’operazione di polizia nella zona di Varedo a seguito della commissione dei reati di tentato omicidio, spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi, preciso che l’operazione, coordinata dalla Procura di Monza, è ancora in corso. L’anticipata pubblicazione delle notizie espone a rischio il buon esisto dell’operazione stessa”, ha ammonito il procuratore, Luisa Zanetti. Insomma, l’ennesimo scontro tra toghe e Salvini, dopo che per prima è stata l’Associazione Nazionale Magistrati a bacchettarlo per la reazione alla sentenza del Tar della Toscana. Al vicepremier leghista non è piaciuta la cancellazione delle zone “anti-balorde”, da lui fortemente desiderate. 

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