La tentazione voto anticipato. Spunta l’ipotesi 29 settembre

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Tira aria di crisi. Le Europee con il flop del Movimento 5 Stelle e con il boom della Lega di fatto hanno aperto un fronte di battaglia all’interno della maggioranza.

Il Carroccio sa bene che capitalizzare il successo delle Europee in chiave nazionale potrebbe dare slancio alla stessa Lega e al tutto il centrodestra per tornare al governo senza la stampella grillina. Ma di certo gli scenari su un voto anticipato per il momento restano sotto traccia. Prima di aprire all’ipotesi di un ritorno alle urne bisogna capire quale possa essere il destino di Di Maio che oggi viene “processato” dagli iscritti grillini sulla piattaforma Rousseau. Come anticipato da ilGiornale, al Colle è già scattato l’allarme e Mattarella sembra abbastanza scettico sulla tenuta di questo esecutivo gialloverde. E lo scetticismo è ormai arrivato anche a palazzo Chigi. Conte non si sente più al sicuro. E così, come riporta la Stampa, in Parlamento e tra le mura del governo comincia già a circolare la data di un possibile ritorno al voto per il prossimo 29 settembre.

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A quanto pare i Cinque Stelle sono convinti del fatto che Salvini possa andare alla rottura. Ma non sul caso Rixi. I pentastellati notano una certa prudenza nei toni sulla vicenda che riguarda il viceministro alle Infrastrutture. Per i pentastellati il casus belli potrebbe essere un altro. I grillini sussurrano che “Salvini fa cadere il governo solo se può addossare tutta la colpa ai pentastellati”. Di fatto lo scenario più probabile pare quello di una rottura sulla manovra e soprattutto sul piano fiscale fortemente voluto dalla Lega. E qui entra in gioco la flat tax che per i 5 stelle è per il momento “irrealizzabile”. Solo un “no” dei grillini ad una forte riduzione della tasse potrebbe portare ad una rottura dell’asse di governo con un Salvini che si presenterebbe alle urne con la promessa di uno choc fiscale. E tra le righe dei retroscena emerge anche l’ipotesi di un rimapsto di governo con un ministro dell’Economia leghista: “Così si prendono tutte le responsabilità economiche. Vediamo cosa sanno fare…”, sussurrano i pentastellati a la Stampa. Insomma l’ora della resa dei conti è vicina. Salvini dovrà scegliere tra due strade: abbandonare i 5 Stelle e andare al voto oppure quella di un rimpasto con un esecutivo a trazione leghista che però avrebbe sempre il bastone grillino tra le ruote…

il giornale.it

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