Ora Conte tira dritto su Siri. La Lega: “Non è più arbitro…”

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Il caso Siri continua ad agitare le acque del governo gialloverde. Il Movimento Cinque Stelle resta in pressing sulla Lega per chiedere le dimissioni del sottosegretario indagato per corruzione.

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E i grillini negli ultimi giorni hanno trovato una sponda a palazzo Chigi. Come è noto infatti il premier Conte ha chiesto lui stesso le dimissioni del sottosegretario del Carroccio ponendole all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri che molto probabilmente si terrà mercoledì. Il premier però non vuol sentir parlare di “conta” su un possibile passo indietro di Siri: “Ci vedremo mercoledì mattina in Cdm e anche questo problema troverà soluzione. Si ricomporrà tutto. Non andremo alla conta”. Nel corso della giornaqta su questo fronte è arrivata anche un altro affondo da parte del ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli che ha chiesto un passo indietro da parte di Siri prima del Consiglio dei Ministri: “La vicenda politica è andata avanti fin troppo, le dimissioni dovevano arrivare prima per tutelare le istituzioni e il governo. Spero che entro mercoledì ci sia passo un suo passo di lato, chiamiamolo un suo passo indietro, per evitare che ci siamo una inutile conta nel Cdm che vede il MoVimento 5 Stelle in maggioranza”.

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Ma a far discutere nelle ultime ore sono le parole del premier che di fatto dopo aver chiesto le dimissioni di Siri ha aperto un fronte di scontro con la Lega e soprattutto con Matteo Salvini. Il Carroccio fa quadrato attorno al sottosegretario. In questo senso vanno valutate in modo attento le parole del capogruppo del Carroccio al Senato che punta il dito proprio contro il premier: “Rischia di perdere quel ruolo da arbitro che lo ha sempre contraddistinto. Io mi sarei aspettato da Conte un atteggiamento più di mediazione tra le due posizioni, invece, chiedendo le dimissioni di Siri, si è schierato dalla parte del M5s”. Secca la risposta di Conte: “Io non faccio l’arbitro ma il premier”. Anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti ha commentato il caso Siri: “Mi sembra evidente che c’è un pò di clima persecutorio per Siri. Il momento è questo, è chiaro che prima di mercoledì qualcosa succederà. Mercoledì sarà chiaro a tutti come va a finire”. Quantoall’informativa consegnata oggi dalla Guardia di Finanza di Milano al procuratore capo Francesco Greco relativa all’acquisto della palazzina a Bresso da parte di Siri, Giorgetti spiega di saperne “poco o nulla”. E taglia corto “c’è una informativa, faranno le loro valutazioni e le indagini del caso”. Insomma la tensione nel governo resta alta. Mercoledì scatta l’ora x.


il giornale.it


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