Così il sindaco leghista ha sventato la truffa del clandestino

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Ci aveva provato a truffare lo Stato italiano con un matrimonio combinato.

L’obiettivo dell’immigrato, un marocchino senza permesso di soggiorno ma residente comunque in Piemonte, era ottenere un pezzo di carta per riuscire a rimanere in Italia. Fortunatamente il sindaco di Treviglio, Juri Imeri, ha fiutato che qualcosa non tornava e così ha fatto saltare il matrimonio di convenienza che aveva ordito insieme a una italiana. Ora l’impostore verrà rimpatriato nel suo Paese d’origine. “Complimenti al sindaco”, ha commentato Matteo Salvini che si è subito speso per velocizzare l’espolsione del marocchino.

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I documenti per il matrimonio provenienti dal Comune di residenza erano tutti regolari. Tuttavia Imeri si è accorto che alcune segnalazioni a carico dello sposo non andavano affatto bene. “Mi hanno insospettito”, spiega il sindaco leghista a SkyTg24. “Ho quindi chiesto supporto al commissariato e, dopo varie verifiche, abbiamo avuto evidenza del fatto che il futuro sposo fosse irregolare sul territorio italiano, e che il matrimonio fissato per sabato 23 marzo sarebbe stato, presumibilmente, una truffa”. Giovedì scorso il marocchino è stato, quindi, fermato e trasferito all’ufficio immigrazione della Questura di Bergamo dove è stato accertato che l’immigrato non era in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Da qui l’immediata espulsione: già l’indomani, infatti, è stato imbarcato su un volo che lo ha riportato in Marocco.

Durante le indagini la finta sposa ha ammesso che il matrimonio era stato messo in piedi unicamente per ottenere il permesso di soggiorno. Con Imeri, a cui va tutto il merito di essersi accorto che qualcosa non andava, si sono complimentati anche Simona Pergreffi e Cristian Invernizzi. “Ci congratuliamo con il sindaco Juri Imeri e con il commissariato di Treviglio per l’azione congiunta che ha permesso di smascherare un matrimonio farlocco, combinato esclusivamente per far ottenere la cittadinanza italiana al marocchino”. Per i due parlamentari del Carroccio, l’immediata espulsione è “la dimostrazione che con la Lega al governo siamo passati dalle parole ai fatti e non si faranno più sconti a chi cerca di aggirare le leggi italiane pensando di farla franca”. “L’operazione di Treviglio – concludono – deve essere un esempio di come l’azione combinata tra l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine sia efficace nella prevenzione e nella repressione delle irregolarità”

il giornale.it

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