Milano, Arrestata Paladina Dell’accoglienza Durante Marcia Antirazzista: Gestiva Spaccio Di Droga

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Milano, arrestata paladina dell’accoglienza durante i giorni della marcia antirazzista “People”: gestiva spaccio di droga
Maria, così si faceva chiamare una donna africana paladina degli antirazzisti: riforniva molti dei pusher presenti in Stazione Centrale. Catturata durante i giorni nei quali si parlava soltanto della marcia antirazzista organizzata dal PD
La notizia è stata chiaramente oscurata dal clamore della marcia antirazzista organizzata dalla sinistra, che ha coperto questo episodio concentrando tutta l’attenzione sui proclami pro immigrazione e sugli attacchi indirizzati al Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Durante gli scorsi giorni però, a Milano, è stata arrestata una donna africana, considerata uno dei capi dello spaccio nella zona della stazione Centrale. Si tratta di una ventisettenne del Gambia, che, a quanto pare, tutti conoscevano come “Maria”, presa dagli agenti per aver violato l’obbligo di dimora e di firma a Novara. In 3 anni era stata controllata più di 15 volte, negli ultimi due mesi arrestata due volte per il possesso di importanti quantità di droga. Secondo gli investigatori era lei che riforniva molti dei pusher della Stazione Centrale di Milano.

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E pensare che “Maria”, una ragazza di bassa statura ma piuttosto in carne era diventata persino un’icona della solidarietà in favore di altri immigrati. Quando la stazione era divenuta teatro di una vera e propria emergenza per i continui arrivi di stranieri, distribuiva in piazza cous cous (con tanto di pentolone) e acqua minerale: pochi euro e scattava il binomio business-solidarietà. In realtà, i suoi veri affari consistevano in altro. Come riportano gli investigatori, la giovane africana era una vera e propria leader dello spaccio di hashish e marijuana, a capo di una decina di connazionali dediti alla vendita “al dettaglio”. Poche sere fa le hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip. Si tratta di un aggravamento delle precedenti misure restrittive (da lei mai rispettate), cioè l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di dimora in città. Parliamo di una con permesso di soggiorno scaduto nel 2017, controllata una quindicina di volte negli ultimi tre anni, colta in flagrante in due occasioni solo da inizio anno, prima con 200 grammi, poi con mezzo chilo di marijuana. Ma c’è di più: nei mesi scorsi, era stata trovata in possesso di una decina di involucri pieni di cocaina.

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