“Pensano solo agli immigrati”: i sindaci delle zone terremotate in rivolta minacciano le dimissioni

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Stanno provando a governare ma hanno dimenticato di ricostruire. «E dove non lo hanno dimenticato devono ancora imparare come fare».

Lo dice il sindaco di Amatrice, Filippo Palombini, e si riferisce agli uomini del governo, accusati fra l’altro di occuparsi solo degli immigrati e di trascurare i terremotati. «Il sisma ha rischiato di farci scomparire come comunità ma le istituzioni ci lasciano smarrire tra le leggi». Dal maggio del 2018, Palombini ha preso il posto di Sergio Pirozzi eletto consigliere regionale del Lazio. Da sindaco ha detto che non avrebbe ricevuto più nessun rappresentante dello Stato che non fosse disposto a sottoporsi allo streaming pubblico: «Da allora non si è più visto nessuno».

Nel salotto di Barbara D’Urso, Alessandro Di Battista ha suggerito: «Se fossi un abitante di Amatrice sarei incazzato». Vuole rispondergli?

«Siamo incazzati più di quanto immagina. Se non si avranno risposte sulla ricostruzione, tutti i sindaci del cratere marceranno presto uniti e rimetteranno il mandato».

Dall’agenda del governo sembra che il sisma sia stato rimosso.

«Siamo rimasti senza interlocutori e senza guida. Ad Amatrice non c’è più tempo. Subito dopo i terremoti la vera emergenza è convincere gli abitanti a rimanere».

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Sulle rovine di Amatrice si sono edificate leggi e decreti e in nome dell’emergenza è stato promesso di tutto ma realizzato pochissimo.

«Le leggi ci sono ma mancano i decreti per renderle operative. Faccio l’esempio del dl 55 del luglio scorso. Il denaro è rimasto bloccato. Lo stesso commissario per la ricostruzione ignorava che servisse un ulteriore passaggio».

I commissari si sono succeduti e di alcuni si è dimenticato pure il nome.

«Il governo Renzi aveva nominato Paola De Micheli, ma era una nomina di fine mandato. L’ha sostituita Piero Farabollini che più volte ha ammesso le difficoltà a districarsi tra le norme. La tendenza è rimanere in ufficio anziché venire a osservare i territori. Oggi il sottosegretario che ha la delega ai terremoti è Vito Crimi».

Che ha anche la delega all’editoria. I giornali li vuole chiudere. Si spera almeno che i cantieri li riesca ad aprire.

«Ha visitato le zone terremotate ma gli servirà tempo per comprendere le ansie e le domande di queste comunità».

Quanto tempo serve per un permesso di ricostruzione ad Amatrice?

«Circa un anno. La gente si scoraggia. Ad Amatrice sono previsti 80 interventi sulle strade comunali ma bisogna attendere il sopralluogo dell’Anas. Costa più il sopralluogo che l’intervento».

L’ultima immagine di Amatrice è quella prima di Natale. Coperta dalla neve e malinconica.

«Per la prima volta dopo il sisma ho avvertito che ad Amatrice sta per spegnersi la speranza».ilgiornale.it

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