Zanotelli attacca il governo: “Sdoganamento verbale del razzismo”

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A padre Alex Zanotelli questo governo non piace proprio. Specie in riferimento agli interventi posti in essere per ridimensionare il campo dell’accoglienza dei migranti.

L’ultimo attacco del padre missionario, che è l’ecclesiastico promotore del noto “digiuno a staffetta”, si ritrova all’interno del suo ultimo libro, intitolato “Razzismo di Stato” e d’imminente uscita per Chiarelettere.

Il Faro di Roma ha avuto la possibilità di pubblicarne un capitolo. Nell’estratto in questione, emerge tutto il dissapore provato dal “prete di strada” verso i comportamenti tenuti da alcuni italiani. Zanotelli cita subito i moniti del pontefice argentino, che fatto della misericordia e dell’antirazzismo dure temi centrali della sua pastorale. Ma la versione di Bergoglio, per il missionario, non ha ancora fatto breccia nel cuore di tutti.

Il comboniano richiama poi il Belpaese, che si sarebbe scoperto intollerante e, magari, pure un po’ razzista: “Abbiamo sempre pensato agli italiani come a delle persone accoglienti – scrive Zanotelli – , ci siamo sempre vantati del detto ‘italiani brava gente’. Ma solo perché in realtà da noi non c’erano africani, non c’erano persone di colore”. L’Italia, insomma, avrebbe potuto vantare su un’immagine di nazione solidale fino a che non è stato posto il problema della gestione dei fenomeni migratori.

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“Era facile – prosegue il consacrato – non essere razzisti senza neri in giro. Da quando nel nostro paese sono arrivate delle persone con la pelle scura si è visto di che pasta siamo fatti. E da dove arriva questo razzismo?…”. Zanotelli risponde a questa domanda, parlando di un “senso di superiorità” che tanto gli italiani quanto gli europei sarebbero soliti vantare. Ma l’attacco più esplicito è quello rivolto al governo. Per l’uomo che ha organizzato il digiuno in piazza San Pietro contro le politiche dell’esecutivo gialloverde, staremm assistendo allo “sdoganamento del razzismo verbale”. I demeriti sarebbero ascrivibili al trio Giuseppe ConteMatteo Salvini e Luigi Di Maio anche se il processo attraverso cui saremmo arrivati a questo punto avrebbe origini antiche.

Il testo del padre si conclude con una serie d’indicazioni volte a far comprendere agli europei che non sono migliori degli altri. Il ritorno del razzismo, in sintesi, sarebbe un fenomeno reale e il governo italiano avrebbe in qualche modo fatto la sua parte in tutta questa storia.

il giornale.it

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