Uno scandalo infinito: Deutsche Bank nei guai anche per riciclaggio

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Nel suo poco invidiabile palmarès, fitto-fitto di magheggi contabili, manipolazioni di vario genere e sanzioni miliardarie, adesso Deutsche Bank aggiunge anche l’accusa di riciclaggio di denaro.

Notificata ieri nel corso delle perquisizioni compiute da 170 agenti nelle sedi dell’istituto a Francoforte, Eschborn e Gross-Umstadt. L’ennesimo scandalo che vede coinvolta la prima banca tedesca, costato subito al titolo una picchiata del 3,5%, è legato all’inchiesta dei Panama Papers: gli inquirenti sono convinti che Deutsche «abbia aiutato alcuni clienti a creare società off-shore nei paradisi fiscali» allo scopo, appunto, di lavare il denaro sporco.

Quattrini di origine criminale, fatti transitare da due dipendenti e da «altri responsabili del gruppo non ancora identificati» su svariati conti di DB senza notificare nulla alle autorità di vigilanza. La contestazione si basa infatti anche sulla mancata segnalazione di un «sospetto di riciclaggio nei confronti delle società offshore responsabili di frode fiscale prima dell’emersione nell’aprile 2016 dello scandalo Panama Papers». E ciò malgrado la banca avesse a disposizione, secondo l’accusa, «elementi sufficienti fin dall’inizio del rapporto tra la banca e questi clienti» per stabilire la provenienza illecita del denaro. Nel corso del solo 2016, in particolare, una filiale di Deutsche Bank nelle Isole Vergini britanniche avrebbe preso in carico «più di 900 clienti con un volume d’affari di 311 milioni di euro». «Noi eravamo convinti di aver già trasmesso alle autorità tutte le informazioni più rilevanti in merito ai Panama Papers», ha dichiarato DB in una nota, aggiungendo nondimeno che «coopereremo pienamente con gli inquirenti». L’Italia è coinvolta nell’inchiesta? «Non ne so nulla», ha detto il chief country officer di Deutsche Bank Italia, Flavio Valeri.

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L’ennesima tegola giudiziaria arriva nel momento in cui l’istituto di Francoforte affronta indagini relative al suo ruolo nel riciclaggio di denaro presso la filiale estone della Danske Bank. Secondo gli inquirenti, oltre 230 miliardi di dollari, prevalentemente di provenienza russa, sarebbero transitati dalla filiale estone dell’istituto danese per un circuito che girava dal colosso di Francoforte (ma anche da JP Morgan e Bank of America) per uscirne immacolati. Circa 150 miliardi di dollari sarebbero passati da DB.

Gli ultimi dieci anni del colosso tedesco del credito sono del resto costellati da una serie di ripetute grane. Dalla crisi del 2008, la banca ha accumulato circa 18 miliardi di dollari di multe. Oltre alle vicende tossiche dei mutui subprime che erano già costate alla banca 1,3 miliardi di dollari nel 2013, l’istituto di Francoforte è stato implicato nella manipolazione del tasso interbancario Libor e delle quotazioni dei metalli preziosi, nella violazione delle sanzioni Usa contro Iran, Libia e Siria e, più recentemente, nell’affaire Ex-Cum riguardante i guadagni illeciti ottenuti dai dividendi.

il giornale.it
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