Moschee chiuse e imam espulsi: la guerra dell’Austria. La reazione di Salvini e della Turchia.

L’Austria guidata da Sebastian Kurz, nuovo alleato di Matteo Salvini, è sempre più orientata verso destra.

Dopo l’idea di aprire un campo profughi fuori dall’Ue per valutare le richieste dei migranti, arrivano le prime battaglie di una guerra contro l’Islam sempre più sentita.

Il cancelliere austriaco ha annunciato egli stesso l’intenzione di espellere “vari” imam e di chiudere ben 7 moschee.

La decisione nasce da uno scandalo che ha suscitato molto clamore in Austria. Alcune foto pubblicate da un settimanale di sinistra mostravano una rievocazione storica della campagna di Gallipoli.

Questa rappresenta la potenza dell’impero ottomano e negli scatti si vedevano ragazzini in uniforme militare che marciavano, sventolavano bandiere e si fingevano morti con il drappo turco sui corpi.

Quelle immagini erano state riprese dentro una delle più grandi moschee di Vienna. Ebbene, Kurz ha voluto subito ribadire il suo dissenso: “società parallele, l’islam politico e la radicalizzazione non hanno posto nella nostra società”.

Sulla questione la Turchia si è subito espressa, definendo la scelta dell’Austria “il risultato di un’ondata discriminatoria, populista, islamofoba e razzista”.

Matteo Salvini, invece, ha subito sostenuto la decisione austriaca, sostenendo la libertà di credo ma non gli estremismi.

Fonte: IlGiornale

 

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