“Sì alla polizia di frontiera Ue”:l’Europa vuole beffare l’Italia

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È l’ultimo colpo alla sovranità e all’inviolabilità dei confini dei paesi europei. E – ça va sans dire – un altro tentativo di fregare l’Italia e il ministro dell’Interno Matteo Salvini

Il suo alfiere di facciata è Jean-Claude Juncker, da sempre teorico e paladino di un Unione Europea egemone rispetto agli stati nazionali. Mercoledì il presidente della Commissione Europea annuncerà, infatti, l’approvazione da parte dell’esecutivo della Ue del progetto per la formazione di una Guardia di Frontiera e Costiera europea.

Il progetto, messo a punto dopo l’ondata migratoria che nel 2015 travolse le frontiere dell’Est Europa, prevede la creazione di un corpo di 1500 uomini pronti ad affrontare eventuali emergenze ai confini dei singoli stati. Da allora però il piano, destinato a trasformare Frontex in una forza di polizia pienamente operativa, sembrava affondato nelle sabbie mobili della burocrazia europea. Invece attendeva solo qualcuno pronto a riesumarlo. La prima a ricordarsene è Angela Merkel. La Cancelliera lo evoca a giugno subito dopo la decisione di Matteo Salvini di chiudere i porti italiani per impedire lo sbarco di nuovi migranti. «Abbiamo bisogno dichiara la Merkel di una vera e propria polizia europea di frontiera, che in caso di necessità possa agire anche quando ciò non piace agli Stati confinanti. Per ottenere questo ci metterò tutte le mie forze, perché altrimenti l’Europa è veramente in pericolo». A neanche tre mesi da quella dichiarazione il progetto dimenticato riappare, guarda caso, pronto per essere approvato.

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A rendere più inquietante la coincidenza vi è il fatto che tra le funzioni della Guardia di Frontiera Europea non vi è solo quella d’intervenire su richiesta di un paese incapace di far fronte ad un flusso migratorio. Tra le sue prerogative vi è anche quella di svolgere azioni coercitive totalmente svincolate dall’autorità dello Stato in cui la Guardia viene mandata ad operare. Azioni decise e imposte su mandato della Commissione Europea o del Consiglio Europeo a cui spetta, in base al progetto in via d’approvazione, la possibilità di sovrapporsi all’autorità degli stati nazionali. Nel caso di chiusura dei porti italiani la Guardia Costiera Europea potrebbe venir mandata a garantire l’accesso a uno o più approdi e regolare l’arrivo dei migranti a cui governo italiano impedisce lo sbarco. Parimenti nel caso di un nuovo caso Diciotti l’invio di una task force della Guardia di Frontiera Europea potrebbe servire a imporre lo sbarco dei migranti sotto il suo controllo.

Un altro elemento di estrema pericolosità è l’entrata in funzione della Guardia prima della modifica del Trattato di Dublino. In questo modo la nuova Guardia Costiera potrebbe commissionare un porto e gestire l’arrivo dei migranti senza che all’Italia venga concesso il diritto di ripartirli con gli altri stati europei. E per capire quanto fondati siano i timori di un progetto tirato fuori dal dimenticatoio solo per mettere in riga l’Italia basta leggere l’articolo con cui il quotidiano spagnolo El Pais ha svelato ieri, basandosi su fonti della Commissione, l’imminente annuncio di Juncker. «La Commissione, spiega il quotidiano spagnolo, ritiene che l’ultima crisi migratoria, scatenata dal rifiuto dell’Italia di consentire lo sbarco di persone salvate in mare, abbia dimostrato che la gestione nazionale dei flussi migratori è diventata obsoleta e deve essere trasferita a una gestione centralizzata». L’urgenza, insomma, è chiara. L’obiettivo non sembra essere quello di è fermare i migranti, ma Salvini e l’Italia. IL GIORNALE.IT

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