Migranti, il documento verità: così si moriva nel Mediterraneo quando il Pd governava al posto della Lega

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Una donna e un bambino morti in mare per colpa della Libia e dell’ Italia. È questa l’ accusa lanciata ieri dalla ong spagnola Proactiva Open Arms. Secondo la ong, la Guardia costiera libica avrebbe lasciato morire i due migranti perché si sarebbero rifiutati di salire a bordo e tornare in Africa. Ma secondo il fondatore di Proactiva, Oscar Camps, la colpa sarebbe anche di Salvini, perché quello che è successo sarebbe «la conseguenza diretta del non lasciare lavorare le Ong che salvano vite umane in mare».

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Le immagini terribili che pubblichiamo, però, sono la più brutale smentita della bufala che nel Mediterraneo ora si muore perché le Ong non ci sono più. Non è vero, si muore adesso e si moriva nei tre anni in cui le navi dei volontari la facevano da padrone. Le foto ritraggono morti abbandonati dai trafficanti, merce che non serviva più, recuperati in un’ operazione di “soccorso” ai primi di ottobre del 2016 al largo delle coste libiche, appena dentro le acque internazionali. Si vedono corpi inanimati e seminudi, braccia, teste che affiorano dall’ acqua che copre il fondo di un gommone: alcuni sono uomini, altre certamente donne.
Farebbero bene a dargli un’ occhiata Roberto Saviano e Sandro Veronese. Con piglio dal sapore dannunziano nei giorni scorsi avevano proposto di scagliare i propri corpi sulle navi dei soccorritori affinché riprendano a pieno la loro attività. Sotto gli occhi hanno corpi veri davanti ai quali potrebbero rispondere se il nemico è il “fascista” ministro Salvini o i nuovi schiavisti. Queste immagini sono finite tra gli atti della mastodontica e difficilissima indagine ereditata come procuratore capo da Alfredo Morvillo e che i magistrati di Trapani conducono da oltre un anno.

 

 

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