Travaglio sui 49 milioni perduti della Lega: ‘Problema di democrazia, ma le sentenze si rispettano’

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“È un problema di democrazia: gli altri partiti potranno incassare donazioni da privati mentre la Lega se li vedrà subito confiscare. Ma le sentenze (specie quelle della Cassazione) si rispettano”.

Così Marco Travaglio sui 49 milioni perduti della Lega nel suo editoriale di oggi 6 luglio.

Il giornalista spiega che “dopo le condanne di primo grado nei due processi per truffa allo Stato e appropriazione indebita (Bossi s’è buscato 2 anni e 3 mesi a Milano e altri 2 anni e mezzo a Genova; Belsito 2 anni e 6 mesi a Milano e 4 anni e 10 mesi a Genova), la confisca della refurtiva era inevitabile”.

E sottolinea che “il governo giallo-verde nato un mese fa e il successo elettorale di Salvini il 4 marzo non c’entrano nulla” con questa storia, in quanto “tutto è partito molti mesi prima”.

Travaglio riavvolge il nastro ed elenca i fatti accaduti negli ultimi mesi:

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“I pm liguri, dopo la sentenza del Tribunale, avevano chiesto di poter svuotare tutti i conti legati alla Lega. Il Riesame aveva dato loro torto. Ma l’altro giorno la Cassazione ha ribaltato quel verdetto dando loro ragione”.

A questo punto ci sarà il Riesame e nuovamente ancora una volta la Corte di Cassazione, che però, fa notare il direttore del Fatto Quotidiano, “non potrà certo contraddirsi”.

Pertanto, secondo Travaglio, per il Carroccio non c’è via d’uscita: “Tutte le donazioni dei simpatizzanti fino a 49 milioni andranno al Parlamento, che si è costituito parte civile come vittima del mega-raggiro,” scrive.

“E appellarsi al capo dello Stato o al Csm da lui presieduto, – aggiunge – come se potessero ribaltare un verdetto (e della Suprema Corte), è roba da analfabeti. O da berlusconiani. O da renziani”.

A questo punto una delle strade percorribili per la Lega sarebbe “quella di una colletta fra gli elettori, o almeno fra i militanti”

 

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