La telefonata a Di Maio: Conte e lo scontro con Salvini, retroscena caldo

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Era tornato in albergo convinto di avere tra le mani il documento del trionfo, Giuseppe Conte. Invece il premier, dopo riposino e doccia veloce, si è trovato di fronte al bombardamento di Matteo Salvini, che di fronte alle prime indiscrezioni dal vertice di Bruxelles sull’immigrazione, venerdì mattina commenta così: “Non mi fido delle cose scritte, vediamo cosa succede. Abbiamo ottenuto il 70% di ciò che volevamo”. E qui, secondo il retroscena del Messaggero, il professore avrebbe deciso di reagire. Come? Telefonando a Luigi Di Maio, il leader grillino suo vero referente nella maggioranza. “Chiede sponda”, spiega il quotidiano romano, e solo allora arriva anche la telefonata di chiarimento con il vicepremier della Lega.

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I toni, di fronte ai giornalisti, si stemperano: “Ci siamo confrontati in modo sereno. Lui dice 70%, io dico che abbiamo incassato l’80% delle nostre richieste”. Evidentemente, l’intervento di Di Maio c’è stato perché dopo poco arriva anche un comunicato più morbido di Salvini, che si dice “soddisfatto e orgoglioso per i risultati del nostro governo a Bruxelles”. Contemporaneamente, anche Conte usa toni meno trionfalistici. Una mediazione difficile quasi come quella con i leader europei.

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