Macron, cosa succede? Vai in ginocchio prima dal Papa e poi da Conte?

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E sì!

I tempi della ‘grandeur’ son finiti.

Mai Charles De Gaulle avrebbe fatto un gesto così tanto simbolico di debolezza e di richiesta di aiuto.

Anzi io sono persino più malizioso…

Avrete già letto di un incontro, ‘segreto’ tra Giuseppe Conte ed Emmanuel Macron.

Forse non è troppo osé e neanche dissacratorio pensare che la vera ragione per andare a Roma era un indispensabile incontro con il premier italiano.

Non poteva inginocchiarsi pubblicamente dinanzi a Conte – in tal caso della grandeur non sarebbero rimaste neanche le macerie – e ha pensato bene di farlo di nascosto schermato dalla visita supplicatoria dal Papa, di cui pure aveva estremo bisogno, per due ragioni.

La prima è che le politiche sociali in stile global-finanziario comandate dai big della finanza francese agli ordini di quella mondiale, stanno provocando una dura opposizione da parte del popolo francese con tutta una serie di scioperi durissimi, di cui naturalmente sia in Italia che in Francia non ci fanno vedere nulla: una vera e propria censura.

Il popolo francese infatti è stato ridotto alla miseria come il nostro.

Macron ha bisogno quindi di farsi vedere accolto bene dal Papa, perché in questo momento è in forte aumento il numero dei cattolici francesi.

La seconda ragione per cui ha estremo bisogno di una benedizione del Santo Padre è per farla passare mediaticamente come una specie di copertura ‘forte’ alla politica ideologica – ma facendo di nascosto l’opposto sul piano pratico – di sostegno all’arrivo degli immigrati in Europa (ma non in Francia).

Sapete che il Papa, per consuetudine diplomatica plurisecolare, non può rifiutare un’udienza a un Capo di Stato di nessun Paese al mondo se non per gravissimi motivi.

Ma a mio parere l’oggetto più ardente del desiderio era un altro incontro: quello con il nostro Presidente Del Consiglio.

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Se Macron avesse chiesto a Conte di andare a Parigi da lui, il nostro Presidente non avrebbe esitato un solo attimo a mandarlo educatamente a quel paese in ottimo francese: insomma con le buone maniere ma con sostanza intatta.

Macron deve avere capito il tipo e non ha osato, ma ha ben pensato di trovare una strada diversa da quella di chiedere ufficialmente un incontro a Conte – col quale non sono davvero mancate occasioni per parlarsi ultimamente – ma una via definita ‘segreta’.

Beh, lasciamo stare la questione della segretezza per non essere impietosi, ma a nessuno può sfuggire che non si son visti per assaggiare qualcosa di buono in un ristorante romano. I motivi veri ora non li sappiamo ma li conosceremo tra non molti giorni.

Ma non posso concludere senza ricordare, a me stesso per primo e a voi, come Macron ha trattato Gentiloni in occasione del contratto STX-Fincantieri e cosa gli ha fatto ingoiare, anzi, ci ha fatto ingoiare, perché purtroppo rappresentava tutti gli italiani.

Ebbene è riuscito ad ottenere da Gentiloni uno sconto rilevante rispetto a quanto ottenuto dai nostri negoziatori non molto tempo prima, con una rinuncia dello Stato italiano allo 0,50% ( non guardate ai numeri solo apparentemente irrilevanti) delle azioni della nuova società venuta fuori dalla fusione tra Fincantieri e la francese STX, la quale poi aveva estremo bisogno della società italiana, altrimenti figuriamoci se mai ci avrebbero anche solo fatto entrare.

Leggete sul Fatto Quotidiano, uno dei pochissimi giornali che ha riportato la verità sull’argomento, un dettagliato resoconto: Macron ha sicuramente capito, lo desumiamo da come si comporta concretamente dopo la nascita del Governo Conte, che quei tempi son finiti per sempre.

 

 

 

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