Matteo Salvini, la data in cui l’Unione europea può implodere: perché l’Italia può godere

Mai come in questo momento la faccia dell’Europa costruita a immagine a somiglianza della Germania di Angela Merkel sta per cambiare del tutto i connotati a soli dieci giorni dal Consiglio europeo del 28 giugno, cruciale sulla crisi dei migranti.

I segnali che mettono agitazione alla cancelliera tedesca arrivano innanzitutto dall’interno. La rivolta del partito alleato, il Csu, è già la prima spina nel fianco: il falco bavarese Seehofer rischia il posto da ministro dell’Interno, colpevole di voler respongere alla frontiera chiunque ha ricevuto un rifiuto d’asilo in un altro Paese e non ha documenti. La Merkel non è disposta a piegarsi, ma facendo fuori il leader del partito cugino, rischia seriamente di far crollare la coalizione che tiene in piedi il suo governo.

Altro assalto alla linea di apertura tedesca è poi arrivato dai paesi del blocco di Visegrad, guidati dall’Ungheria. La minaccia oltre che di Orban, anche di Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, ricorda il Giornale, è di far saltare il prossimo vertice europeo se venisse messa in discussione la loro posizione sulla ripartizione dei richiedenti asilo.

E l’Italia dopo anni non sta più a guardare, anzi con un contrattacco a doppia punta tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini ha rispedito al mittente la bozza di accordo, fatta circolare nei giorni scorsi, percepita dall’Italia come un ricatto da parte di Germania e Francia. L’orizzonte di un accordo sembra sempre più lontano, finché Berlino insisterà con il braccio di ferro, il futuro dell’Ue resterà sempre più in bilico. E la nuova opposizione italiana stavolta potrebbe davvero spostare gli equilibri.

 

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