“Abbiamo una nuova prova”. Garlasco, Bocellari: l’ultima rivelazione su Stasi

Il delitto di Garlasco continua a riservare sviluppi destinati ad alimentare il dibattito su uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni. Dopo le novità emerse dalle nuove indagini e le contestazioni della difesa sulla ricostruzione che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi, questa mattina è arrivato un altro annuncio che potrebbe assumere un peso significativo. Per il momento, però, il contenuto preciso del nuovo elemento resta coperto dal riserbo.
L’attenzione si concentra ancora una volta sulle carte e sui reperti del procedimento per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di famiglia il 13 agosto 2007. Negli ultimi giorni il confronto si è acceso soprattutto intorno alle analisi genetiche eseguite all’epoca sui pedali della bicicletta di Stasi e a due successivi risultati negativi che, secondo quanto emerso recentemente, non sarebbero comparsi nella documentazione allora trasmessa alle parti e alla Procura di Vigevano.

Garlasco, Giada Bocellari annuncia una nuova prova per Alberto Stasi
È in questo scenario che, durante la puntata di Omnibus di oggi, sabato 3 ottobre 2026, è arrivato il passaggio che potrebbe aprire un nuovo fronte. L’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, è intervenuta nel programma di La7 condotto da Gaia Tortora. A introdurre la questione è stato il giornalista del TgLa7 Carmelo Schininà, che ha parlato dell’esistenza di un ulteriore elemento favorevole all’ex fidanzato di Chiara Poggi, chiedendo direttamente una conferma alla legale.

Bocellari, inizialmente prudente, ha poi sostanzialmente confermato l’indiscrezione. Ed è proprio qui che la vicenda assume contorni ancora tutti da chiarire: non si tratterebbe semplicemente di una nuova interpretazione di quanto già conosciuto, ma di un elemento documentale a discarico di Stasi che la difesa avrebbe oggi a disposizione e che, secondo la valutazione della stessa avvocata, potrebbe suscitare particolare clamore.

“Carmelo Schininà è sempre molto sul pezzo…Quello che posso certamente dire, e lo confermo perché l’avevo dichiarato e io non mi rimangio la parola, è che certamente ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi, uno dei quali farà particolare scalpore, a mio giudizio, che tuttavia non riguarda le indagini del 2007, ecco”. Sono queste le parole pronunciate da Giada Bocellari a Omnibus, che per ora non ha voluto svelare quale sia esattamente il documento al quale fa riferimento. Il TgLa7 parla di un dettaglio finora inedito che dovrebbe essere rivelato successivamente.
Il particolare indicato dalla legale è tutt’altro che secondario: la nuova prova documentale annunciata non riguarderebbe direttamente le indagini svolte nel 2007. Bisognerà quindi capire a quale fase della lunga vicenda giudiziaria faccia riferimento e soprattutto quale possa essere la sua rilevanza nell’eventuale percorso verso la revisione del processo ad Alberto Stasi. Al momento, la natura esatta dell’elemento non è stata resa pubblica e sarebbe quindi prematuro attribuirgli un valore processuale preciso.
L’annuncio arriva in giorni particolarmente delicati. La difesa di Stasi considera centrale anche la questione dei dati negativi sul Dna dei pedali della bicicletta. Il 29 settembre Bocellari aveva spiegato che proprio questi nuovi elementi sarebbero destinati a entrare nella richiesta di revisione, sostenendo: “Noi possiamo andare a chiedere la revisione con gli elementi a discarico di Stasi, con quegli elementi nuovi che disintegrano la sentenza di condanna. Se viene meno il Dna sui pedali viene meno tutta la condanna, è l’elemento centrale, credo lo capisca chiunque”.
La sera del 2 ottobre, inoltre, la stessa Bocellari era tornata sulla ricostruzione relativa alla bicicletta durante Ignoto X, sostenendo che nel percorso che ha portato alla condanna si sarebbero accumulati diversi errori. “Si sono sommati, come un castello di carte. Adesso queste carte si stanno sfilando”. La posizione della difesa resta una tesi di parte e dovrà essere valutata nelle sedi giudiziarie competenti, così come gli eventuali nuovi documenti che verranno prodotti.
Sul fronte processuale, infatti, la partita resta complessa. La Procura generale di Milano deve valutare gli atti provenienti dalla nuova inchiesta di Pavia, mentre la difesa può presentare una propria istanza alla Corte d’Appello competente. Per ottenere la revisione di una sentenza definitiva non basta che emergano elementi nuovi: questi devono possedere caratteristiche tali da poter incidere concretamente sul giudicato.
Ora l’attenzione è quindi tutta rivolta a ciò che Bocellari e la difesa di Alberto Stasi decideranno di rendere pubblico. Dopo il caso dei pedali, le nuove analisi e le contestazioni mosse agli accertamenti del passato, a Omnibus è stato anticipato un ulteriore tassello. La domanda centrale resta una: che cosa contiene quel documento che, nelle parole della legale, sarebbe destinato a “fare particolare scalpore”? La risposta potrebbe aggiungere un nuovo capitolo alla battaglia giudiziaria sul caso Garlasco.




