“Che bella Ginevra”. Giorgia Meloni, la figlia è cresciuta e le ruba la scena: la nuova e rarissima foto

Anche per Giorgia Meloni agosto significa provare a rallentare. Dopo mesi scanditi dagli impegni di governo, dagli appuntamenti istituzionali e dai viaggi internazionali, la presidente del Consiglio ha scelto di ritagliarsi alcuni giorni da trascorrere soprattutto con la figlia Ginevra, che il prossimo 10 settembre compirà 10 anni. Una parentesi familiare che la premier cerca di proteggere il più possibile dall’attenzione che inevitabilmente accompagna ogni suo spostamento.
La prima parte delle vacanze si è svolta in Sardegna, a La Maddalena, dove Meloni ha trascorso alcuni giorni insieme alla figlia. Durante il soggiorno la premier è stata anche omaggiata con alcuni presenti, destinati a lei e a Ginevra, da parte dei consiglieri del Parco La Maddalena. L’estate rappresenta per madre e figlia uno dei pochi periodi dell’anno in cui possono recuperare quel tempo che gli impegni di Stato rendono inevitabilmente più difficile condividere nella quotidianità.

Giorgia Meloni, com’è diventata la figlia Ginevra
Terminata la parentesi sarda, però, le ferie non sono finite. Giorgia Meloni continuerà le sue vacanze in un’altra località italiana, ma questa volta non ha alcuna intenzione di rivelare dove. Una scelta che non ha a che fare con ragioni istituzionali o di sicurezza, quanto con il desiderio di difendere qualche giorno di normalità. In una lunga intervista concessa al settimanale Chi, la premier ha spiegato: “Da qualche parte in Italia, che rimane il posto più bello del mondo”. E sul luogo preciso ha aggiunto: “Ma non le dico dove, e non perché sia un segreto di Stato, ma per necessità di normalità. Cercare di riposare qualche giorno con i giornalisti che stazionano davanti alla tua porta e i fotografi arrampicati sugli alberi non è facilissimo. Per carità, fanno il loro lavoro, ma quei giorni sono l’unico momento in cui posso essere soltanto una mamma come tutte le altre, e cerco di difenderli come posso”.
Nell’intervista c’è spazio anche per un tema che riguarda moltissime famiglie italiane: il costo delle vacanze e la loro durata sempre più ridotta a causa dei rincari che interessano strutture ricettive e trasporti. Meloni ha spiegato che “di fronte ad aumenti apparentemente ingiustificati, abbiamo scelto soprattutto di lavorare sulla trasparenza e intensificare i controlli. Ma quando si parla della durata delle vacanze, bisogna anche tenere conto del fatto che oggi, quella che un tempo si sarebbe chiamata ‘villeggiatura’, ovvero la vacanza estiva lunga, molto spesso al mare, è molto meno frequente che nel passato. Ora si tende a viaggiare di più anche durante l’anno”.

Per i suoi giorni di riposo, comunque, la presidente del Consiglio ha già deciso quali saranno le cose alle quali non vuole rinunciare. Niente di particolarmente sofisticato: lettura, qualche partita a carte e soprattutto il tempo trascorso con Ginevra. Meloni porterà con sé “un romanzo, perché durante l’anno ho da leggere così tanti documenti che non ho più tempo per la lettura di quello che mi piace. Le carte del burraco, nella speranza di riuscire a vincere qualche partita, perché da Natale in poi è stato un disastro. E il tempo lento con mia figlia, senza un orologio che detta i minuti, o senza doverle dire di no quando mi chiede di giocare. Tre cose semplici. Ma forse è proprio la semplicità che manca quando fai questo lavoro”.
È proprio il rapporto con Ginevra a far emergere la parte più personale dell’intervista. In alcune occasioni la bambina ha accompagnato la madre durante appuntamenti istituzionali, ma Meloni tiene a evitare che diventi una presenza abituale sotto i riflettori. “Amo tenere Ginevra sotto i riflettori, quindi non è che lei giri il mondo ‘al seguito’: ci sono occasioni, poche, in cui la porto con me, soprattutto quando magari sto fuori tre o quattro giorni, come farebbe qualsiasi mamma. Ma rispetto agli impegni che ho non lo faccio spesso, anche per non farle perdere giorni di scuola. Quando capita, i miei omologhi e le altre autorità che incontro sono sempre divertiti, ma non direi sorpresi; la reazione più bella è invece quella delle altre donne che incontro, che mi fanno un cenno d’intesa. È un linguaggio che non ha bisogno di traduzione. Dopodiché, se questa immagine dice a una ragazza che non è vero che deve scegliere tra essere madre e avere una carriera, allora sono contenta che si veda”.

Guardando alla crescita della figlia, però, Giorgia Meloni ammette di avere anche timori profondi. Quello principale riguarda l’intelligenza artificiale e il modo in cui le nuove tecnologie potrebbero cambiare la società nella quale vivranno Ginevra e i suoi coetanei. “L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla vita di Ginevra e della sua generazione è forse la cosa che mi preoccupa di più – ha dichiarato Meloni -. Mi preoccupa che viva in un mondo nel quale non si distingue più cosa sia vero da quello che non lo è; che l’avvento dell’intelligenza artificiale possa sensibilmente ridurre il numero dei lavoratori; che loro smettano di pensare, di darsi delle risposte e si limitino a fare le domande a una macchina. Temo che – come genitori – non siamo attrezzati per capire come tutto questo possa impattare”.

Il problema, secondo la premier, non riguarda soltanto l’intelligenza artificiale, ma un rapporto con la tecnologia che comincia sempre prima. “I social, l’uso degli smartphone, la vita ormai sempre più filtrata dallo schermo. La politica prova a dare risposte a questi temi: in Parlamento si discute la proposta di vietare i social ai minori di 16 anni. È un bene che se ne parli, ma ho l’impressione che le nostre risposte non siano ancora sufficientemente efficaci. E mi preoccupa, ora che Ginevra sta andando verso l’adolescenza, che un domani io possa essere troppo distratta e non accorgermi che qualcosa non va. Non riuscire a starle abbastanza accanto, mentre affronta l’età più difficile”.

Ma sono soprattutto alcune domande della figlia a mettere in difficoltà Giorgia Meloni più di quelle che riceve durante conferenze stampa e interviste. Ginevra vuole capire il lavoro della madre e, come racconta la premier, spesso le sue domande “sono più difficili di quelle dei giornalisti: i bambini vanno diritti al punto, senza diplomazia”. Poi la confessione più dolorosa: “Mi chiede perché ho scelto questo lavoro, perché devo lavorare così tanto, se quello che faccio serve davvero. Qualche volta mi ha chiesto perché il mio lavoro veniva prima di lei, e mi ha fatto venire il cuore come una nocciolina”.
Ci sono poi le conseguenze dell’esposizione pubblica, che inevitabilmente arrivano anche agli occhi di una bambina. “A volte mi chiede perché alcune persone parlano male di me. Cerco di risponderle con sincerità e con parole che possa capire. Non le nascondo, ad esempio, che il mio lavoro divide, ma cerco di insegnarle che si può essere in disaccordo restando persone perbene. E che non deve avere mai paura di dire, e di difendere, quello che pensa. II rispetto è uno dei valori più importanti che possa insegnarle, insieme alla libertà e al coraggio che serve per essere davvero liberi”, ha concluso la premier.




