Bonelli in spiaggia con l’ombrellone, poi si scopre la verità: è bufera

Un gesto di provocazione messo in scena da Angelo Bonelli, che ha trasformato ancora una volta un luogo simbolico della crisi climatica in un set per una denuncia politica. Seduto accanto a una sedia da mare e sotto un ombrellone, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra ha puntato l’obiettivo sul Po, o meglio su ciò che resta del suo letto in un tratto del fiume nel Parmense. Una scena volutamente surreale, pensata per attirare l’attenzione su siccità, caldo estremo e gestione delle risorse idriche.
L’iniziativa si inserisce nella campagna con cui Bonelli attacca da tempo il governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di quello che definisce “climafreghismo”. Stavolta il bersaglio della provocazione è il grande fiume italiano, immortalato in una situazione che secondo il parlamentare sarebbe emblematica dell’emergenza in corso.

#Bonelli: “Bella spiaggia, vero? No. È il letto del Po. La destra dice che occuparsi del clima è un lusso: il lusso che non possiamo più permetterci è l’inazione. La crisi climatica aumenta le disuguaglianze e a pagare sono sempre i cittadini. Basta negazionismo. È ora di agire”. pic.twitter.com/rYU1hB65gQ— Politikos (@politikosit) August 7, 2026
Po in secca, la provocazione di Angelo Bonelli
La scena è stata realizzata a Torricella, nel territorio di Sissa Trecasali, in provincia di Parma. Bonelli ha sistemato un ombrellone direttamente sul letto del Po, accompagnando l’immagine con una domanda dal tono volutamente ironico: “Bella spiaggia, vero?”. Come riporta Libero Quotidiano, l’obiettivo dell’iniziativa era denunciare quella che il deputato considera una situazione di grave difficoltà sul fronte delle risorse idriche.
Il riferimento non è soltanto al livello del fiume. Nel suo intervento Bonelli collega la situazione del Po alla nuova fase di caldo estremo che sta interessando l’Italia e al quadro più ampio della disponibilità d’acqua in Europa. La scelta dell’ombrellone, dunque, diventa una sorta di cartolina paradossale: un accessorio tipicamente estivo collocato in un luogo dove l’assenza d’acqua diventa il vero protagonista.
“Bella spiaggia, vero? Purtroppo questo è il letto del Po – afferma – Il Po è in secca, una nuova ondata di caldo estremo sta colpendo l’Italia e le immagini satellitari pubblicate da Copernicus mostrano i principali fiumi europei ai minimi storici. Di fronte a questa emergenza, il Governo Meloni continua a voltarsi dall’altra parte e a cancellare la crisi climatica dall’agenda politica”.
Crisi climatica, l’attacco al governo Meloni
La provocazione sul Po diventa così l’occasione per un attacco politico più ampio. Nel mirino di Bonelli finiscono le scelte economiche del governo e, in particolare, il rapporto tra le risorse destinate alle politiche climatiche e quelle previste per la difesa.
Il parlamentare mette sul tavolo numeri molto rilevanti, sostenendo che il Piano sociale per il clima avrebbe ricevuto finanziamenti che, a suo giudizio, non sarebbero adeguati alla portata dell’emergenza. Il confronto viene poi fatto con le risorse destinate alla spesa militare nei prossimi anni.
“Le priorità di questo governo sono evidenti: hanno finanziato il Piano sociale per il clima con appena 9,3 miliardi di euro per sei anni, mentre nei prossimi nove anni spenderanno 1.063 miliardi di euro per le spese militari, di cui 498 miliardi aggiuntivi per raggiungere il 5% del Pil. Mentre l’Italia si prosciuga, per affrontare la crisi climatica non ci sono risorse, ma per le armi sì”, denuncia Bonelli.
Il tema sollevato dal leader di Europa Verde è quindi quello delle priorità della politica pubblica. La sua contestazione parte dal livello del Po, ma si allarga rapidamente alla capacità dell’Italia di prepararsi agli effetti degli eventi climatici estremi, dalla gestione dell’acqua alla prevenzione del dissesto e alla manutenzione delle infrastrutture.


Siccità in Italia, cosa chiede Bonelli al governo
Dietro la singolare fotografia dell’ombrellone sul letto del Po c’è una richiesta politica precisa. Bonelli chiede infatti un cambio di passo nella gestione dell’emergenza climatica e indica alcuni interventi che, secondo lui, dovrebbero essere considerati prioritari.
Il deputato chiede al governo “di interrompere il climafreghismo, finanziare immediatamente il Piano nazionale di adattamento climatico e intervenire sulle reti idriche colabrodo, sulla tutela dei fiumi e sulla sicurezza dei territori“.
Il riferimento alle reti idriche porta la discussione su un problema che va oltre la fotografia del momento. La disponibilità effettiva dell’acqua non dipende infatti soltanto dalla quantità presente nei fiumi, ma anche dalla capacità delle infrastrutture di conservarla e distribuirla senza sprechi. Per Bonelli, proprio questo dovrebbe essere uno dei terreni principali su cui intervenire davanti a periodi di caldo intenso e a una maggiore pressione sulle risorse idriche.
La provocazione del Po trasformato in una improbabile spiaggia, con tanto di ombrellone e sedia da mare, punta così a rendere immediatamente visibile una questione che rischia altrimenti di rimanere confinata a numeri, bollettini e immagini satellitari. Il messaggio politico di Bonelli è netto: mentre il fiume mostra i segni della scarsità d’acqua, secondo il deputato il governo dovrebbe mettere la crisi climatica, l’adattamento e la sicurezza del territorio più in alto nella propria agenda.




