“Hanno scelto lui”. Nuovo ct Italia, tutto fatto

Ore decisive per la Nazionale italiana e per il riassetto del Club Italia. Dopo le dimissioni ravvicinate di Paolo Maldini e Leonardo, maturate nel confronto seguito allo stop definitivo alla candidatura di Andrea Pirlo, la Figc è chiamata a un Consiglio federale delicato. Il presidente Giovanni Malagò vuole chiudere rapidamente il dossier del nuovo commissario tecnico: Roberto Mancini è davanti a tutti, con Antonio Conte come principale alternativa.
Alle 13.15 Giovanni Malagò ha chiarito la propria posizione sulla panchina azzurra, indicando Roberto Mancini come il tecnico scelto per guidare l’Italia. «Voglio Roberto Mancini come nuovo ct dell’Italia», ha dichiarato il presidente della Figc, aggiungendo che si è in attesa della firma.
La scelta arriva al termine di una mattinata segnata da contatti e confronti sulla nuova struttura tecnica federale. Mancini, già tornato al centro delle valutazioni dopo la rinuncia di Pirlo, risulta il profilo prioritario rispetto ad Antonio Conte.

Alle 12.30 il quadro appariva già definito: dopo il passo indietro di Andrea Pirlo e l’uscita di scena dei vertici del Club Italia, Mancini era tornato in cima alle preferenze di Malagò. L’ex ct precede Conte, altro allenatore di esperienza preso in considerazione per la guida della Nazionale.
Il presidente federale si è confrontato con i 16 componenti del Consiglio federale Figc, convocato alle 12. Tra questi figurano tre rappresentanti della Lega Serie A, uno della Serie B, uno della Serie C, cinque della Lega Nazionale Dilettanti, quattro dell’Assocalciatori e due dell’Assoallenatori.
Parallelamente alla scelta del ct, resta aperta la partita per il nuovo direttore tecnico. Claudio Ranieri ha guadagnato posizioni nelle ultime ore, soprattutto dopo la rinuncia di Giorgio Chiellini. L’ipotesi dell’ex allenatore viene valutata come una soluzione di esperienza per una fase di passaggio particolarmente complessa.
Chiellini ha escluso la possibilità di assumere l’incarico poco prima dell’inizio della riunione federale. Il Chief Club Affairs Officer della Juventus e consigliere federale ha spiegato di voler proseguire il suo percorso nel club bianconero, offrendo il proprio supporto all’amministratore delegato Carnevali.
Sulla scrivania della presidenza, oltre a Ranieri e allo stesso Chiellini prima del suo ritiro dalla corsa, era presente anche il nome di Beppe Bergomi. La definizione della direzione tecnica completa il riassetto richiesto dopo gli addii di Maldini e Leonardo.
Secondo quanto emerso, la rottura tra la presidenza e i due ex dirigenti sarebbe maturata attorno ai margini di autonomia sulle scelte tecniche. Maldini e Leonardo avrebbero giudicato il no a Pirlo e a Thiago Motta come il segnale di un ritorno a candidature più tradizionali, tra cui Mancini e Conte.
Un retroscena riferisce inoltre di un confronto diretto nel quale Malagò avrebbe rivendicato la responsabilità conclusiva sulla nomina del commissario tecnico. Tra gli elementi che avrebbero inciso sui dubbi relativi a Pirlo è stato citato anche il suo ruolo di testimonial per un’azienda di scommesse russa.
La giornata è stata complicata dall’apertura di un’inchiesta della Procura federale, sollecitata dalla Procura generale del Coni, sulla regolarità della documentazione presentata da Malagò per la sua candidatura alle recenti elezioni. L’accertamento riguarda la presunta ineleggibilità del presidente e dovrà verificare la posizione sotto il profilo formale.




