Mario Roggero, la prima notte in carcere: cos’hanno fatto gli altri detenuti

Per Mario Roggero si è aperta una fase completamente nuova, lontana dalla gioielleria e dalle vigne delle Langhe. Il gioielliere, condannato per l’uccisione di due rapinatori dopo l’assalto avvenuto nel 2021, ha trascorso la prima notte nel carcere di Bollate. Fuori restano gli appelli e gli striscioni dei sostenitori; dentro, invece, iniziano regole, ritmi e una quotidianità finora sconosciuta.

Roggero è stato assegnato al quinto reparto dell’istituto milanese. Divide la cella, definita “camera” nel linguaggio interno al carcere, con un detenuto più anziano condannato per traffico di stupefacenti. Nello stesso reparto sono presenti anche Fabio Savi, della banda della Uno Bianca, e Massimo Bossetti.

Mario Roggero a Bollate, l’impatto con la vita in carcere

Secondo quanto riferito dal suo avvocato Stefano Marcolini, l’arrivo del gioielliere non avrebbe provocato particolari reazioni tra gli altri detenuti. L’attenzione mediatica all’esterno dell’istituto sarebbe stata, al momento, l’unico elemento di disagio segnalato nelle prime ore.

Roggero avrebbe portato con sé abiti, alcuni libri e il proprio cuscino. Il caldo, l’assenza di aria condizionata e la prima doccia condivisa hanno reso subito evidente il cambiamento. Chi lo ha incontrato lo descrive comunque come tranquillo, seppure alle prese con un passaggio delicato.

Nel colloquio con il legale, vestito con polo chiara, jeans e ciabatte, avrebbe ricevuto i messaggi della moglie Mariangela e delle figlie. Si sarebbe emozionato anche ascoltando le parole dell’amico Robertino Zancan, orafo veneto noto per avere reagito armato a una rapina senza causare vittime.

Le parole al legale e il desiderio di restare a Bollate

«Non è finita», avrebbe detto Roggero al suo difensore, in riferimento alle iniziative giudiziarie che intende intraprendere. Nel frattempo il suo profilo Instagram, gestito da un social media manager, ha superato i 183 mila follower e continua a raccogliere messaggi di sostegno.

I ritmi della detenzione sono tra gli aspetti che lo avrebbero colpito maggiormente. Il pranzo viene servito alle 11 e la cena alle 17: orari che Roggero, secondo il suo avvocato, avrebbe paragonato a quelli di un ospedale. Il primo pasto sarebbe stato saltato per ricevere la visita del vicepremier Matteo Salvini.

La priorità iniziale è stata sentire la famiglia. La chiamata alla moglie sarebbe stata autorizzata nel pomeriggio, per dieci minuti. Nel reparto ci sono biblioteca, palestra, cappella e spazi per i volontari; Roggero avrebbe inoltre manifestato l’intenzione di seguire un corso di inglese e di abbonarsi a un quotidiano.

Gli agenti, la famiglia e la vicenda giudiziaria di Roggero

Marcolini ha raccontato di un’accoglienza umana da parte del personale penitenziario. Gli agenti, secondo la versione del legale, gli avrebbero espresso comprensione per la sua vicenda personale, pur nell’ambito delle regole e delle responsabilità previste dalla detenzione.

Resta da capire se Roggero potrà rimanere stabilmente a Bollate. L’istituto, noto per i percorsi di reinserimento, ospita in genere persone che hanno già avviato un trattamento in altre strutture. Dopo gli incontri con medico e psicologo, il gioielliere spererebbe di proseguire qui il proprio percorso.

Nelle Langhe, intanto, la famiglia affronta giorni di forte preoccupazione. La moglie ha chiesto ai Carabinieri un rafforzamento della vigilanza davanti alla casa e alla gioielleria. Il fratello Dante sostiene che avrebbe dovuto essere valutato con maggiore attenzione lo stato psicologico di Roggero al momento della sparatoria.

La Corte d’Appello di Torino, nelle motivazioni della sentenza, ha invece ritenuto che l’uomo avesse agito in modo lucido e consapevole. A Grinzane Cavour la comunità resta divisa: c’è chi invoca la grazia o i domiciliari e chi richiama il diritto delle famiglie delle vittime al risarcimento di 780 mila euro riconosciuto in sede giudiziaria.

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