Meloni attacca Bruxelles davanti agli industriali, l’asse con Orsini passa da burocrazia e nucleare

Durante l’assemblea generale di Confindustria, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rafforzato un messaggio di forte sintonia con il mondo industriale, evidenziando la necessità di riformare l’Unione Europea e di puntare su una strategia energetica più autonoma e competitiva per l’Italia. La giornata ha mostrato come il governo e gli industriali condividano l’obiettivo di ridurre il peso della burocrazia europea, favorire la crescita e rilanciare il settore produttivo nazionale.
Critica condivisa all’Europa delle regole
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha aperto i lavori con un attacco deciso alla “burocrazia lunare” di Bruxelles, chiedendo la sospensione dell’Ets, il sistema di certificati sulle emissioni di CO2, e un mercato energetico più libero. Ha sottolineato come le numerose condizioni poste dalla Commissione europea, tra cui le 72 richieste per il via libera al decreto bollette, siano ormai troppo distanti dalle esigenze delle imprese italiane. Meloni ha raccolto questa critica, chiedendo un maggior spazio all’autonomia degli Stati e un alleggerimento delle regole europee che frenano crescita e investimenti.
Un’alleanza strategica su energia e competitività
Il secondo punto di convergenza riguarda il settore energetico. Orsini ha evidenziato come il caro energia rappresenti una minaccia esistenziale per le imprese italiane, proponendo di sbloccare gli impianti rinnovabili già autorizzati, accelerare sul nucleare e fermare i meccanismi europei che aumentano i costi. Confindustria si è detta pronta ad ospitare piccoli reattori modulari negli stabilimenti e nei distretti produttivi. Meloni ha assicurato che il governo intende procedere “speditamente” in questa direzione, presentando il ritorno al nucleare come una priorità strategica per rafforzare la competitività del Paese.
Un fronte interno e le sfide future
Non sono mancate le critiche dall’opposizione. Elly Schlein ha accusato Meloni di aver chiesto un cambio di passo in Europa solo dopo quattro anni di presenza al Consiglio, mentre Francesco Boccia e Maurizio Landini hanno evidenziato come, nonostante le parole, manchino ancora risposte concrete sui problemi di salari e crescita.
Sul fronte interno, Confindustria ha anche sollevato il tema delle agevolazioni fiscali, proponendo di riformarle per recuperare risorse da destinare a crescita, sanità e scuola, senza aumentare il debito pubblico. Meloni ha aperto al confronto, annunciando un grande cantiere di riforme per la burocrazia italiana.
Una strategia ancora da concretizzare
La giornata ha mostrato come Meloni e Orsini abbiano costruito una forte sintonia pubblica contro le eccessive regole europee e per una politica energetica più autonoma. Tuttavia, resta aperta la sfida più complessa: trasformare questa convergenza in misure concrete capaci di incidere realmente su salari, crescita e competitività. La strada verso un’Europa più flessibile e un’Italia più autonoma sembra tracciata, ma il cammino sarà ancora lungo e richiederà impegno e capacità di mediazione politica.




