Aviaria, caso di contagio da gatto a uomo: “Rischio pandemia”

Un episodio che potrebbe segnare un nuovo capitolo nella storia delle infezioni zoonotiche è stato recentemente documentato negli Stati Uniti. Per mesi, un veterinario ha curato animali malati senza sospettare che uno di questi avrebbe potuto aprire una porta verso una possibile emergenza sanitaria globale. La scoperta è arrivata solo attraverso test sierologici effettuati mesi dopo, rivelando che il professionista aveva contratto il virus dell’influenza aviaria H5N1, finora considerato un rischio principalmente per gli uccelli e alcuni mammiferi selvatici.

Il caso riguarda un veterinario che aveva avuto contatti stretti con un gatto domestico gravemente malato. Durante le procedure di cura, tra cui intubazioni e raccolta di campioni biologici, l’uomo indossava guanti protettivi ma non protezioni oculari né una mascherina. Nonostante ciò, gli accertamenti hanno escluso altri possibili contatti con animali infetti, rafforzando l’ipotesi di un contagio diretto dal felino. La sorprendente notizia è che l’uomo non ha sviluppato sintomi influenzali evidenti, e l’infezione è stata scoperta solo grazie a test sierologici effettuati successivamente.

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione tra gli scienziati. Da anni, infatti, il virus H5N1 viene monitorato per la sua capacità di infettare specie animali diverse dagli uccelli, tra cui mammiferi come gatti, foche, orsi polari e altri. Dal 2023 si registra un aumento delle infezioni tra i felini, con una letalità che può raggiungere livelli elevati e sintomi severi, tra cui problemi neurologici e respiratori.

Uno studio coordinato dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e altre istituzioni sanitarie ha analizzato 19 gatti malati tra novembre 2024 e gennaio 2025, molti dei quali sono morti. La diffusione del virus tra gli animali è stata attribuita principalmente al consumo di latte crudo, carne non trattata o alimenti animali crudi. La scoperta di un contagio diretto dall’animale all’uomo, seppur raro, riaccende l’attenzione sulla possibilità di una futura emergenza sanitaria.

Gli esperti sottolineano che il rischio attuale per la popolazione generale rimane basso, ma evidenziano l’importanza di monitorare attentamente l’evoluzione del virus. La circolazione tra diverse specie aumenta le opportunità di adattamento biologico, rendendo il virus potenzialmente più pericoloso nel tempo.

Le raccomandazioni principali sono di evitare di somministrare alimenti crudi agli animali domestici e di adottare adeguate protezioni durante le procedure di cura. La comunità scientifica continua a seguire con attenzione questa minaccia, consapevole che un virus in evoluzione tra molteplici specie potrebbe rappresentare una sfida futura per la salute globale.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *