Garlasco, ultim’ora: i carabinieri accusano i Poggi. Cosa succede

La vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco si infittisce di polemiche e contrapposizioni tra le parti coinvolte. I genitori della vittima, Giuseppe e Rita Poggi, esprimono “dispiaciuti e demoralizzati” per il modo in cui la Procura di Pavia li ha trattati nell’ambito delle nuove indagini, respingendo con fermezza l’ipotesi di essere stati dipinti come alleati dell’assassino. Attraverso il loro legale, l’avvocato Gianluigi Tizzoni, ribadiscono che la nuova inchiesta sarebbe un errore e che il colpevole dell’omicidio, avvenuto nel 2007, sarebbe già stato individuato in Alberto Stasi, condannato in via definitiva.
Le accuse della difesa e le nuove piste investigative

Secondo Tizzoni, la nuova inchiesta sarebbe stata condotta in modo “unidirezionale”, con l’obiettivo di mettere in discussione la condanna definitiva di Stasi, confermata anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. La linea difensiva dei Poggi si scontra con la nuova impostazione della Procura, che ha riaperto il fascicolo puntando anche su Andrea Sempio come possibile autore del delitto.
Tra gli elementi contestati dalla difesa Poggi, ci sono alcune ricostruzioni che escluderebbero dettagli ritenuti fondamentali nella sentenza originaria, come la presenza di una bicicletta nera davanti alla villetta della famiglia Poggi. Tizzoni denuncia una “selezione delle prove” che sembra mirata a eliminare elementi scomodi, senza considerare l’intera ricostruzione del caso.
Un altro punto controverso riguarda la compatibilità tra la scarpa attribuita all’assassino e la taglia di Andrea Sempio. La difesa dei Poggi sostiene che anche se il dato fosse coerente con Sempio, ciò non escluderebbe automaticamente la responsabilità di Stasi, ribadendo che “non vuol dire che non vada bene a Stasi”.
Le posizioni contrapposte e le accuse di interferenze
Dall’altra parte, gli avvocati di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, affermano che la nuova indagine avrebbe “disintegrato la sentenza di condanna”, sostenendo che ci sarebbero elementi che confermerebbero l’innocenza del loro assistito. La vicenda si arricchisce di accuse incrociate tra le parti, con riferimenti a presunte “alleanze innaturali” nella gestione delle indagini: da un lato la Procura di Pavia contesta ai Poggi una vicinanza alle posizioni di Sempio, dall’altro la difesa di Stasi sostiene che l’archiviazione su Sempio sarebbe stata influenzata da rapporti tra magistratura e difese.

Richieste di intervento e prospettive future
Secondo quanto riportato anche dalla rivista Giallo, diretta da Albina Perri, il fratello della vittima, Marco Poggi, avrebbe chiesto un “intervento esterno” per bloccare le nuove indagini, un elemento che, se confermato, aggiungerebbe ulteriore tensione alla già complessa vicenda giudiziaria.
Attualmente, la Procura di Pavia ha già sollecitato la Procura generale di Milano per avviare l’iter verso una possibile revisione del processo, mentre le difese si preparano a battaglie legali parallele. La vicenda, ancora lontana da una conclusione definitiva, si trasforma così in un campo di scontro giudiziario e mediatico che tiene sotto tensione l’intera comunità di Garlasco.
Restano aperti molti interrogativi e si attende l’evoluzione di un caso che continua a dividere opinioni e a sollevare dubbi sulla giustizia italiana.




