Garlasco, terremoto di pochi minuti fa: il Pg Barbaini avrebbe consigliato di bloccare Pavia

Emergenze di nuovi dettagli inquietanti riguardo al caso dell’omicidio di Chiara Poggi, il delitto che ha sconvolto la provincia di Pavia quasi vent’anni fa. Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta depositati dai carabinieri di Milano presso la Procura di Pavia, si sarebbe delineato un quadro di possibili tentativi di interferenza nelle indagini, con coinvolgimento di figure di rilievo del mondo giudiziario.

L’informativa, che riporta le risultanze delle indagini, indica che dopo la riapertura delle indagini nel maggio 2025, la famiglia Poggi avrebbe manifestato “preoccupazione di trovare un modo per bloccare l’indagine”. Tra le figure coinvolte, spicca il nome dell’ex sostituto procuratore generale Laura Barbaini, in pensione da tempo, che secondo gli investigatori avrebbe suggerito ai legali della famiglia Poggi di coinvolgere formalmente la Procura Generale di Milano, in un tentativo di esercitare un “potere censorio” sull’attività della Procura di Pavia.

Il ruolo di Barbaini, già nota per aver sostenuto l’accusa nel processo d’appello bis che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi, si inserisce in un quadro di tensione e possibili manovre di influenza sul caso. La magistrata aveva anche trasmesso atti relativi a richieste di revisione del processo di Stasi, coinvolgendo sia la Corte d’Appello di Brescia sia la Procura di Pavia. Inoltre, una nota firmata dalla stessa Barbaini e indirizzata al procuratore aggiunto Mario Venditti evidenzia valutazioni sull’eventuale apertura di un’indagine su Andrea Sempio, poi archiviata.

L’indagine si arricchisce di un ulteriore elemento di tensione: una conversazione risalente allo scorso maggio, nella quale i carabinieri rilevano un atteggiamento di “totale opposizione” da parte della famiglia Poggi rispetto alla nuova inchiesta, con toni molto duri nei confronti degli investigatori. La vicenda, che si inserisce in un contesto giudiziario ancora molto acceso, testimonia come il caso Poggi continui a dividere opinione pubblica, magistrati e forze dell’ordine, a quasi vent’anni dall’omicidio della giovane Chiara.

Il caso rimane aperto e al centro di un’attenzione crescente, mentre gli investigatori continuano a scavare nel passato e nelle dinamiche che hanno caratterizzato uno dei delitti più discussi della cronaca nera italiana.

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