“Chiamare Putin e fare il pieno”. Meloni, la richiesta arriva proprio da lui!

In un momento cruciale di crisi energetica che minaccia la stabilità dell’intera Europa, Vittorio Feltri, direttore de Il Giornale e Libero, lancia un appello deciso e senza mezzi termini: è arrivato il momento di abbandonare le rigidità ideologiche e di adottare un approccio pragmatico, anche riaprendo i canali con la Russia per rafforzare le forniture di gas.

Nel suo editoriale, Feltri evidenzia come l’attuale emergenza richieda decisioni coraggiose, non condizionate da schemi preconcetti. Ricorda che, prima dello scoppio della guerra in Ucraina, circa il 40-45% del gas importato dall’Italia proveniva dalla Russia, rappresentando un pilastro dell’approvvigionamento energetico europeo. La scelta di ridurre drasticamente questa dipendenza, mossa politica volta a esercitare pressione su Mosca, avrebbe prodotto effetti controproducenti: “La Russia non ha modificato la propria linea, e l’Europa si è esposta a nuove vulnerabilità,” scrive Feltri, sottolineando come oggi, con il calo della dipendenza, si sia comunque creato un contesto globale più instabile e rischioso, con rotte strategiche come lo Stretto di Hormuz trasformate in punti di criticità.

L’editorialista invita a superare le rigidità ideologiche che ancora condizionano molte scelte europee e italiane in materia energetica. “Continuare a escludere a priori il gas russo è più una posizione ideologica che una strategia reale,” afferma con fermezza. Feltri non propone un ritorno al passato, ma sottolinea che, in una situazione di emergenza come quella attuale, è fondamentale utilizzare tutti gli strumenti disponibili, compresa la possibilità di riaprire un dialogo con Mosca per aumentare le forniture di gas.

Il giornalista richiama anche la storia dei rapporti tra Italia e Russia, evidenziando come nel corso degli anni si sia costruito un patrimonio politico e diplomatico importante, anche grazie all’epoca dei governi di Silvio Berlusconi e al dialogo diretto con Vladimir Putin. Quel capitale di relazioni, secondo Feltri, potrebbe costituire una leva utile per affrontare le sfide attuali, garantendo continuità produttiva, stabilità dei prezzi e sicurezza energetica per il sistema economico italiano.

In conclusione, Feltri invita a ragionare con pragmatismo e nell’interesse nazionale: “Non si tratta di ciò che è politicamente conveniente, ma di ciò che è necessario per la nostra sicurezza e il nostro benessere.” Una posizione che, in un momento di crisi senza precedenti, solleva un tema delicato e complesso, chiamando a una riflessione approfondita sulle scelte strategiche da adottare per il futuro energetico dell’Italia e dell’Europa.

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