Famiglia nel bosco, la brutta notizia su Catherine e i figli: cosa succede

Altro scossone nel caso della cosiddetta famiglia nel bosco: l’incontro tra Catherine e i suoi figli, previsto nella casa famiglia di Vasto, è stato sospeso a poche ore dall’appuntamento. Salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, la visita non si terrà.

Una notizia che pesa, perché arriva in un momento già delicato e segna un ulteriore rallentamento in un rapporto madre-figli che, di settimana in settimana, appare sempre più fragile.

Perché la visita è stata sospesa

Secondo quanto emerso, lo stop sarebbe stato deciso dai responsabili della struttura insieme ai servizi sociali. Al centro della scelta ci sarebbero timori legati al possibile comportamento della donna, ritenuto non compatibile con la serenità dei minori durante l’incontro.

In particolare, si temerebbe il ripetersi di atteggiamenti considerati “ostili”, un rischio che – sempre stando alle ricostruzioni – potrebbe mettere sotto pressione i ragazzi proprio nel momento in cui serve maggiore stabilità.

Un legame a distanza dopo l’allontanamento

Il quadro personale di Catherine, intanto, si fa sempre più complesso: da settimane può vedere i figli solo in modo limitato e sotto controllo.

Dopo l’allontanamento del 6 marzo, Catherine avrebbe potuto incontrare i figli di persona soltanto una volta. Per il resto, i contatti sarebbero avvenuti soprattutto tramite videochiamate, utilizzando il telefono del marito Nathan.

L’ultimo incontro e i segnali che hanno fatto scattare l’allarme

La sospensione della visita sarebbe legata anche a quanto accaduto nell’ultimo incontro in presenza, finito sotto la lente degli operatori.

Quel colloquio, previsto per circa un’ora e mezza, si sarebbe allungato fino a cinque ore. Durante l’incontro, Catherine avrebbe manifestato apertamente il proprio disagio per la separazione dai figli, assumendo – secondo le ricostruzioni – comportamenti giudicati non appropriati.

Tensioni e supervisione: cosa è stato riportato

Sarebbero stati segnalati momenti di tensione con il personale presente e anche tentativi di coinvolgere altri ospiti della struttura in un confronto diretto.

L’incontro, sempre secondo quanto riferito, si sarebbe svolto sotto la supervisione di diverse figure istituzionali e operatori della casa famiglia: un contesto già controllato, ma evidentemente ritenuto non sufficiente a garantire un clima sereno.

Consulenze e perizie: cosa potrebbe cambiare

Nel frattempo, entrano in gioco anche i consulenti tecnici di parte, tra cui lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello.

I professionisti stanno preparando una relazione sugli incontri tra madre e figli, che potrebbe incidere sulle prossime decisioni. Secondo le anticipazioni, verrà chiesto di valutare la possibilità di incontri in un contesto più neutro.

Il nodo della giustizia e la data decisiva

Parallelamente, proseguono le perizie psicologiche affidate alla consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli.

Il caso resta nelle mani della giustizia: dopo l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila del novembre 2025, che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale per entrambi i genitori e il collocamento dei figli in struttura protetta, ora si attende un passaggio decisivo.

Attesa per la decisione della corte d’appello

La Corte d’Appello dell’Aquila è chiamata a esprimersi il 21 aprile sul reclamo presentato dalla difesa della coppia.

Un appuntamento che potrebbe ridefinire il futuro della famiglia e chiarire se esistono le condizioni per un possibile ricongiungimento. Nel frattempo, lo stop all’incontro aggiunge un nuovo capitolo a una storia che continua a far discutere.

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