È morto Cesare Zilio, sport italiano in lutto

Non ce l’ha fatta Cesare Zilio, lo scialpinista e architetto di 36 anni travolto da una valanga la domenica di Pasqua sui monti dell’Alto Adige.
Dopo tre giorni di ricovero in condizioni disperate all’ospedale di Bolzano, i medici ne hanno dichiarato la morte cerebrale nella mattinata dell’8 aprile, ponendo fine a una lotta drammatica iniziata sotto la neve.
La tragedia si è consumata il 5 aprile, quando una vasta slavina si è staccata nei pressi di Cima Grava, in Val di Vizze, travolgendo l’uomo durante un’escursione in alta quota.
Il distacco ha avuto proporzioni imponenti: un fronte di circa 200 metri e uno sviluppo lungo il pendio di quasi 800 metri, alimentato dalle alte temperature registrate nei giorni precedenti anche in montagna.
Zilio, originario di Borso del Grappa e molto conosciuto anche a Bassano, stava salendo proprio verso la vetta quando è stato investito dalla massa di neve.
Immediatamente si è attivata la macchina dei soccorsi, con l’intervento del Soccorso Alpino CNSAS, della Guardia di Finanza e del Bergrettungsdienst di Sterzing, supportati da elicotteri specializzati.
Dopo ricerche complesse, lo scialpinista è stato individuato in condizioni gravissime: in ipotermia e in arresto cardiaco, poi trasportato d’urgenza in ospedale.
Fin da subito il quadro clinico è apparso compromesso, fino al peggioramento definitivo che ha portato alla morte dopo tre giorni di ricovero.
Professionista stimato e grande appassionato di montagna, Cesare Zilio lascia un segno profondo tra colleghi e amici. In un ultimo gesto di generosità, ha scelto di donare gli organi, mentre la data dei funerali sarà comunicata nelle prossime ore.




