Sondaggi politici: FdI perde due punti, cresce il M5S mentre il Pd subisce leggera flessione

Il panorama politico italiano attraversa una fase di assestamento profondo, dove il silenzio dei numeri nasconde in realtà movimenti tettonici tra le forze in campo. Dopo lo spartiacque del referendum sulla giustizia, il clima si è fatto elettrico, mettendo a dura prova la tenuta della maggioranza e riaccendendo una competizione tra coalizioni che pareva sopita. Gli ultimi dati della rilevazione Only Numbers per Porta a Porta, confrontati con quelli del 4 marzo, scattano l’istantanea di un Paese che sta ricalibrando le proprie preferenze in un contesto segnato dal caro energia e dalle turbolenze in Medio Oriente. Fratelli d’Italia, pur confermandosi il primo partito, accusa il colpo più duro: scende al 27,3%, perdendo ben due punti percentuali. Non è in discussione il primato, ma è il peso specifico all’interno del centrodestra a mutare sensibilmente. Alle spalle, il Partito Democratico si attesta al 22,3%, registrando una leggera flessione dello 0,7%.

L’erosione del centrodestra e la risalita del Movimento 5 Stelle

Il calo non risparmia gli alleati di governo, delineando una coalizione che sembra aver smarrito parte dello smalto dei mesi scorsi. Forza Italia si attesta all’8,8% (-0,2%) e la Lega scivola all’8,3% (-0,2%): flessioni minime se prese singolarmente, ma che sommate al dato di via della Scrofa portano il centrodestra a perdere complessivamente il 2,2%, fermandosi al 45,1%. In questo scenario di sofferenza per la compagine governativa, spicca la performance del Movimento 5 Stelle, che risale all’11,7% guadagnando un significativo +1,2%. Interessante è anche il fermento tra le forze minori, dove si segnalano piccoli ma diffusi scostamenti: Azione cresce fino al 3,2% (+0,4%), Futuro Nazionalesale al 3,4% (+0,1%) e +Europa raggiunge l’1,9% (+0,5%). Di contro, Italia Viva scende al 2,4% (-0,2%), mentre Alleanza Verdi e Sinistra resta stabile al 6,5% e Noi Moderati si attesta allo 0,7% (+0,2%).

La vera notizia politica, tuttavia, emerge dal confronto tra gli schieramenti. Mentre il centrodestra arretra, il centrosinistra si attesta al 30,7% (-0,2%), ma è il cosiddetto “campo largo” (che include il M5S) a fare il balzo decisivo, salendo al 44,8% con un incremento dello 0,8%. La distanza tra le due grandi coalizioni si riduce così a un soffio, appena lo 0,3%, riportando il confronto su un piano di equilibrio che non si registrava da lungo tempo. In questo quadro di incertezza, la quota di astenuti e indecisi resta la variabile impazzita: sebbene ancora altissima al 44,7%, registra un calo dell’1,2%, segno che la polarizzazione del dibattito sta spingendo parte dell’elettorato a riposizionarsi.

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