Conflitto in Iran: Mojtaba Khamenei ferito, Teheran annuncia il più grande attacco contro obiettivi statunitensi e israeliani; Trump: “La guerra finirà presto, quando deciderò io”

Tensione alle stelle in Medio Oriente: notte di attacchi incrociati tra Iran, Israele e Stati Uniti

Una notte di escalation militare senza precedenti ha segnato un ulteriore aggravarsi della crisi in Medio Oriente, con attacchi e contrattacchi tra Iran, Israele e le potenze occidentali. La regione si trova nel pieno di un conflitto che rischia di coinvolgere l’intera area e di avere ripercussioni globali sui mercati energetici e sulla stabilità internazionale.

Le operazioni militari si sono intensificate con attacchi di missili, droni e bombardamenti che hanno colpito obiettivi strategici in Iran, Israele, Bahrein, Libano e Iraq. Teheran ha dichiarato di aver condotto il suo attacco più vasto dall’inizio della guerra, colpendo obiettivi americani e israeliani, mentre le difese saudite hanno intercettato numerosi missili balistici e droni, alcuni dei quali sono stati abbattuti prima di raggiungere i loro bersagli.

Nella notte, sono state colpite tre navi nello Stretto di Hormuz, tra cui una nave britannica e una israeliana, entrambe danneggiate da proiettili iraniani. La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha annunciato di aver fermato due navi, tra cui una portacontainer, e ha minacciato di chiudere lo stretto, punto nevralgico delle rotte energetiche mondiali. L’Iran ha anche avvertito che il prezzo del petrolio potrebbe salire fino a 200 dollari al barile, sottolineando la fragilità della sicurezza energetica regionale.

Le tensioni si sono estese anche all’interno dell’Iran, dove il nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei è rimasto ferito durante gli attacchi, riportando fratture e lievi ferite. Le sue condizioni sono considerate stabili, ma la sua presenza pubblica è al momento improbabile. Intanto, il ministro dello Sport iraniano ha annunciato che il Paese non parteciperà ai Mondiali di calcio negli Stati Uniti, in risposta alle recenti tensioni e alle azioni militari.

Sul fronte diplomatico, la Spagna ha deciso di ritirare l’ambasciatore da Israele, riducendo la rappresentanza a un incaricato d’affari, in segno di protesta per gli attacchi israeliani in Libano e le crescenti tensioni regionali. La comunità internazionale si prepara a una riunione d’emergenza del G7, prevista nel pomeriggio, per valutare le conseguenze economiche del conflitto e l’impatto sui mercati energetici globali.

In Iraq, l’ambasciata statunitense ha esortato i cittadini a lasciare il Paese a causa dei rischi di attacchi e rapimenti, mentre gruppi filo-iraniani hanno colpito strutture diplomatiche e militari. Le forze iraniane hanno anche lanciato missili contro basi statunitensi in Bahrein e nel Kurdistan iracheno, e hanno dichiarato di aver colpito obiettivi americani e israeliani in diverse zone della regione.

Le operazioni di soccorso sono state funestate dalla morte di un soccorritore della Croce Rossa libanese, ucciso mentre prestava aiuto alle vittime dei bombardamenti. La comunità umanitaria chiede il rispetto delle regole di guerra e la protezione degli operatori sanitari in zone di conflitto.

Nel frattempo, le tensioni tra Israele e Libano si sono acuite con nuovi attacchi israeliani nel sud di Beirut, e le difese saudite hanno abbattuto sei missili iraniani diretti verso le basi militari del regno. La crisi si estende anche alle rotte marittime, con attacchi a numerose navi commerciali nello Stretto di Hormuz, che dall’inizio della guerra sono state colpite 13 volte.

L’Europa, rappresentata dalla Spagna, si muove per ridurre le tensioni diplomatiche, mentre le forze navali italiane hanno rafforzato la presenza nell’area di Cipro, in un’operazione congiunta con altri paesi europei.

Il Papa, nel suo messaggio di solidarietà, ha espresso vicinanza al popolo libanese e ha condannato le violenze, auspicando che il sangue versato possa diventare seme di pace.

La comunità internazionale si trova di fronte a un momento di grave prova, con la speranza che si possa evitare un’escalation che potrebbe coinvolgere l’intera regione e mettere a rischio la stabilità globale. La giornata di oggi si concluderà con una riunione del G7, che analizzerà le conseguenze economiche di questa crisi senza precedenti.

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