Crosetto avverte: Stretto di Hormuz a rischio, l’effetto per le tasche degli italiani

La crisi in Medio Oriente rischia di trasformarsi rapidamente in una tempesta economica globale. Durante un’informativa alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha lanciato un allarme preciso: eventuali tensioni o blocchi nello Stretto di Hormuz potrebbero avere effetti immediati sui prezzi dell’energia e sui costi dei trasporti.

Perché lo Stretto di Hormuz è cruciale

Dallo Stretto di Hormuz transita circa il 20% del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno, e oltre il 30% del commercio globale di gas naturale liquefatto (GNL). Si tratta di una delle arterie energetiche più importanti del sistema economico internazionale.

Anche una semplice riduzione parziale dei flussi o un aumento del rischio percepito dai mercati può generare effetti immediati: aumento dei prezzi del greggio, crescita dei premi assicurativi per le navi e rialzo dei costi logistici.

Secondo Crosetto, una contrazione dei traffici o un aggravarsi della situazione potrebbe comportare un aumento significativo dei costi dei trasporti fino al 30-40%. Una percentuale che, se confermata, avrebbe ricadute dirette su carburanti, beni di consumo e filiere industriali.

Il meccanismo è noto: se aumentano i costi assicurativi e i noli marittimi, cresce il prezzo delle merci importate. L’Italia, fortemente dipendente dalle forniture energetiche estere, risulterebbe particolarmente esposta.

Effetti a catena su famiglie e imprese

Un eventuale shock su petrolio e GNL si tradurrebbe in rincari alla pompa per benzina e gasolio, aumento delle bollette e pressioni inflazionistiche. Le imprese energivore e il settore dei trasporti sarebbero tra i più colpiti.

Il quadro delineato dal ministro non fotografa un aumento già in atto del 40%, ma evidenzia il rischio potenziale qualora la crisi nello Stretto di Hormuz dovesse aggravarsi.

In un contesto internazionale già segnato da instabilità, il passaggio attraverso Hormuz rimane uno dei principali fattori di vulnerabilità dell’economia globale.

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