“C’è un lupo in pista”. Shock alle Olimpiadi, tutti si fermano di colpo

Controlli serrati, metal detector e perquisizioni accurate: alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 la sicurezza non fa sconti a nessuno. All’ingresso degli impianti vengono ritirati persino gli ombrelli a punta, poi restituiti all’uscita, in un dispositivo pensato per garantire il massimo livello di protezione.

A Milano il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha visitato i siti che ospiteranno atleti ed eventi, tracciando un bilancio positivo dello stato dei lavori. «Siamo tre mesi in anticipo rispetto al piano e al 90% della realizzazione nella parte infrastrutturale», ha dichiarato a margine del sopralluogo.

La tappa centrale è stata il cantiere del Villaggio Olimpico di Scalo Porta Romana, uno dei simboli dell’eredità urbana dei Giochi. «È una risposta concreta allo scetticismo», ha aggiunto Abodi, sottolineando la collaborazione tra pubblico e privato come elemento decisivo.

Nel tour milanese il ministro è stato accompagnato dal sindaco Beppe Sala e dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, con tappe anche al Palazzetto dello Sport di Santa Giulia e alla Fiera.

Resta aperto il nodo della pista di bob a Cortina d’Ampezzo. «Gennaio sarà un mese decisivo», ha spiegato Abodi, ribadendo l’auspicio di mantenere l’“italianità” dell’impianto. La pista è considerata l’elemento più esposto del programma olimpico-paralimpico.

Il tempo, ha ammesso il ministro, non è molto. Ma la convinzione è che con collaborazione e rispetto reciproco anche questa criticità possa essere superata, mettendo in sicurezza l’intero progetto.

Intanto, mentre nei cantieri si lavora senza sosta, sugli impianti di gara si registra anche qualche episodio inatteso. In Val di Fiemme, allo stadio del fondo di Lago di Tesero, un fuori programma ha strappato sorrisi.

Durante le qualifiche della sprint a squadre femminile, un lupo cecoslovacco di nome Nazgul è entrato in pista, probabilmente sfuggito a un padrone distratto. Con tanto di collare, si è avvicinato festante alle atlete nei pressi del traguardo.

In particolare ha “accolto” la slovena Lucija Medja e l’argentina Nahiara Diaz Gonzalez. Nessun problema per loro, solo qualche attimo di sorpresa e tanta curiosità sugli spalti. Un episodio che, per una volta, ha alleggerito la tensione olimpica tra rigore organizzativo e imprevisti da ricordare.

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