Odifreddi shock su La Russa a L’aria che tira: “Mandante morale del giovedì nero”. Parenzo lo ferma

Scintille in diretta televisiva a L’aria che tira, dove l’intervento del filosofo e matematico Piergiorgio Odifreddi ha innescato un duro scontro verbale attorno agli scontri di Torino e al ruolo delle istituzioni. Parole pesantissime che hanno chiamato in causa direttamente il presidente del Senato Ignazio La Russa, costringendo il conduttore David Parenzo a intervenire per riportare il dibattito su binari più corretti.

L’accusa che gela lo studio

Nel commentare le tensioni legate alle manifestazioni torinesi e alle prese di posizione politiche su Askatasuna, Odifreddi ha sostenuto che non sarebbe un problema se alcuni soggetti politici avessero sfilato in città, nonostante i disordini e i due poliziotti feriti.

Il professore ha poi spostato il mirino direttamente sul vertice delle istituzioni, ricordando il passato politico di La Russa e arrivando a evocare il cosiddetto “giovedì nero” di Milano, quando perse la vita il poliziotto Antonio Marino. Secondo Odifreddi, La Russa sarebbe stato all’epoca indicato come “mandante morale” di quanto accaduto, un’affermazione che ha immediatamente creato forte imbarazzo in studio.

L’intervento di Parenzo e lo stop alle accuse

La reazione del conduttore è stata immediata. Parenzo ha preso nettamente le distanze dalle parole dell’ospite, chiarendo con fermezza che La Russa “non ha ammazzato nessuno” e sottolineando come accuse di questo tipo non possano essere lanciate con leggerezza in diretta televisiva.

Il richiamo è stato perentorio: “Non possiamo parlare in questo modo della seconda carica dello Stato”, ha ribadito Parenzo, invitando Odifreddi ad assumersi la responsabilità di quanto stava affermando.

Ancora più dura la presa di posizione di Luigi Crespi, presente in studio, che ha commentato amaramente: “Neanche Fabrizio Corona arriva a dire cose del genere”, fotografando il clima di sconcerto generato dall’uscita del professore.

La gaffe istituzionale di Susanna Ceccardi

Nel corso della stessa puntata non è mancato un ulteriore momento di tensione. Collegata in diretta, l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi ha posto una domanda che ha suscitato perplessità: “Quindi Mattarella ha dato l’incarico di presidente del Senato a un omicida?”.

Un’affermazione che rivela una confusione sui meccanismi costituzionali, dal momento che il presidente del Senato non viene nominato dal Capo dello Stato ma eletto dai senatori. Un passaggio che sarebbe probabilmente rimasto marginale, se non fosse stato oscurato dal clamore suscitato dalle parole di Odifreddi.

Una puntata, insomma, segnata da toni accesi e accuse pesanti, che ha riacceso il dibattito sul linguaggio politico e sui limiti del confronto pubblico quando si chiamano in causa le massime cariche istituzionali.

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