Crans Montana, la decisione dei medici del Niguarda su uno dei ragazzi feriti

Dal rogo scoppiato nella notte di San Silvestro a Crans-Montana, in Svizzera, continuano ad arrivare aggiornamenti sulle condizioni dei giovani rimasti feriti. L’incendio, che ha sprigionato fumi tossici, ha causato ustioni gravissime e danni respiratori importanti, rendendo necessario il trasferimento di alcuni pazienti in strutture altamente specializzate.

La macchina dei soccorsi si è attivata subito, con un ponte aereo tra Svizzera e Italia e il coinvolgimento di diversi ospedali lombardi. Una gestione coordinata dell’emergenza che ha permesso di distribuire i feriti nei centri più adeguati in base alla gravità e al tipo di lesioni riportate.

Crans Montana, la decisione dei medici del Niguarda su uno dei ragazzi feriti

In questo contesto, uno dei ragazzi inizialmente ricoverati all’ospedale Niguarda è stato trasferito ieri al Policlinico di Milano, in via Sforza. “Una decisione collegiale frutto della collaborazione, attivata sin dal primo momento dell’emergenza, tra i migliori specialisti del nostro sistema sanitario regionale”, spiega Palazzo Lombardia in una nota. Se per alcuni dei ricoverati il problema principale sono ustioni che interessano fino al 60 per cento della superficie corporea, nel suo caso a destare maggiore preoccupazione è l’insufficienza respiratoria. I fumi tossici sprigionati dalle fiamme hanno ulteriormente compromesso i polmoni di un paziente già affetto da asma.

La scelta di trasferirlo al Policlinico è legata alla forte specializzazione della struttura nella gestione delle forme acute e gravi di insufficienza respiratoria e nell’uso dell’Ecmo (Extra corporeal membrane oxygenation). “Si tratta di una tecnica che permette ai polmoni di ‘riposare’ e guarire — spiega Andrea De Gasperi, già direttore di Anestesia e rianimazione 2 al Niguarda —. Il sangue viene prelevato dal circolo, pompato in una macchina che lo ossigena e poi reimmesso nel paziente£. L’ospedale milanese vanta una lunga esperienza nella cura di quadri respiratori complessi che richiedono questo tipo di supporto.

“I danni polmonari sono probabilmente legati anche al tipo di sostanze tossiche inalate, che si sovrappongono alla patologia asmatica”, aggiunge De Gasperi. Restano invece al Niguarda, per ora, gli altri 11 feriti arrivati con il ponte aereo: sei sono ricoverati in Rianimazione e cinque seguiti dal Centro ustioni. Non sono esclusi nuovi trasferimenti. La prossima settimana Eleonora, veterinaria 29enne originaria di Cattolica, potrebbe essere spostata in un ospedale romagnolo più vicino a casa. È invece difficile che arrivino altri pazienti a Milano, anche se — fanno sapere dalla Regione — la disponibilità delle strutture lombarde rimane sempre aperta.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *