Roma, aggressione alla stazione Termini: sospetti su una gang che terrorizza la città

Nel cuore della stazione Termini, uno dei nodi ferroviari più importanti d’Europa, prende forma un’indagine complessa che scuote Roma e riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana. Sale a quattro il numero dei fermati per la brutale aggressione ai danni di un funzionario ministeriale di 57 anni, colpito senza apparente motivo mentre si dirigeva in farmacia. L’uomo, massacrato sotto i portici, è ancora ricoverato in terapia intensiva, intubato per le gravi lesioni riportate al volto e alla testa.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, analizzate dalla polizia fin dalle ore successive all’agguato, hanno fornito elementi decisivi per ricostruire l’accaduto. Nessuna rapina, nessuna parola scambiata: solo una violenza improvvisa e feroce contro una persona indifesa.

L’aggressione e l’indagine della Procura

La Procura di Roma lavora per chiarire cosa sia realmente accaduto nella notte di sabato nella zona di via Giovanni Giolitti, un’area considerata ad alto rischio. Gli investigatori non escludono che la vittima abbia semplicemente attraversato uno spazio ritenuto “controllato” da gruppi violenti, scatenando una reazione sproporzionata.

Con l’accusa di tentato omicidio aggravato, oltre ai primi due fermati, sono stati bloccati altri giovani di origine tunisina. Tra loro figurano soggetti con precedenti penali per reati violenti e uno in posizione irregolare sul territorio nazionale. I riscontri visivi, dagli abiti indossati ai tratti somatici, hanno combaciato con quanto ripreso durante il pestaggio.

Dalla stazione a San Paolo: la scia di violenza

A meno di 24 ore dall’aggressione al funzionario, gli stessi individui si sarebbero spostati verso la zona di San Paolo, dove avrebbero compiuto un altro reato: lo scippo del cellulare a una donna in via Ostiense. L’intervento immediato di una volante ha portato all’inseguimento e al fermo sul ponte Settimia Spizzichino.

In totale, sono sei gli arrestati per due distinti episodi di violenza: oltre all’aggressione al 57enne, anche quella ai danni di un rider tunisino, derubato dell’incasso delle consegne.

Un contesto di tensione crescente

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Nadia Plastina, coinvolgono squadra mobilepolfer, volanti e il commissariato Viminale. Il quadro che emerge parla di bande di immigrati di seconda generazione, spesso in conflitto per il controllo del territorio e protagoniste di azioni violente anche prive di un movente economico.

In questo scenario si inserisce anche un altro episodio recente avvenuto a Termini: l’accoltellamento della studentessa israeliana Abigail Dresner, colpita da uno sconosciuto mentre era in fila per acquistare un biglietto. Un gesto maturato, secondo gli inquirenti, in un clima di odio razziale.

Sicurezza e risposta dello Stato

«Arrestare non basta», ha dichiarato Domenico Pianese del Coisp, sottolineando come soggetti abitualmente dediti a reati violenti riescano spesso a tornare rapidamente in libertà. Nei prossimi giorni, l’arrivo di 3.500 nuovi poliziotti, di cui 470 destinati a Roma, rafforzerà gli organici, portando a 42.500 il totale delle assunzioni dall’inizio del mandato governativo.

Resta ora da capire se questo rafforzamento sarà sufficiente a spezzare una spirale di violenza che, ancora una volta, ha avuto come teatro la stazione Termini e le sue zone limitrofe.

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