Riccardo morto a Crans-Montana, autopsia shock: “Ha tentato di salvarsi, lo hanno calpestato”

L’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti si è conclusa, ma per chiarire con precisione le cause della morte del sedicenne romano, deceduto la notte di Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana, serviranno ancora diversi giorni.

I medici dell’ospedale Gemelli di Roma hanno riscontrato numerose lesioni sul corpo del ragazzo, compatibili sia con gli effetti dell’incendio sia con il calpestamento della folla. Secondo le testimonianze raccolte, durante la fuga dalle fiamme i presenti avrebbero tentato di mettersi in salvo attraverso un’unica via di uscita, poiché le altre sarebbero state chiuse. Il titolare del locale, Jacques Moretti, è attualmente in carcere e indagato insieme alla moglie Jessica Maric nell’inchiesta aperta in Svizzera, ma non ancora in quella italiana.

Al momento resta prematuro stabilire le cause esatte del decesso. L’équipe medica, coordinata dal professor Antonio Oliva, ordinario di medicina legale all’Università Cattolica, ha eseguito esami radiologici e tossicologici, una Tac e l’autopsia, analizzando anche la documentazione arrivata dalla Svizzera. Per un quadro definitivo si attendono gli esiti degli esami di laboratorio.

Intanto prosegue l’indagine della Procura di Roma. Il procuratore Francesco Lo Voi e il pm hanno aperto un fascicolo per omicidio, lesioni, incendio e disastro, tutti reati colposi legati alla presunta violazione delle norme antinfortunistiche. I magistrati attendono non solo i risultati sull’autopsia di Riccardo Minghetti, ma anche quelli in corso a Milano, Bologna e Genova sulle altre cinque vittime italiane della strage di Crans-Montana.

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