“Lo dicano ora”. Garlasco, l’annuncio dell’avvocato De Rensis dopo la polemica

Il 12 gennaio su Rai Due è andata in onda la prima puntata de Lo stato delle cose dopo la pausa natalizia. Massimo Giletti è tornato ad affrontare alcuni dei casi più discussi degli ultimi anni: la morte di David Rossi a Siena, lo scandalo che ha travolto Alfonso Signorini dopo un’intervista a Fabrizio Corona e il delitto di Garlasco, al quale è stato dedicato ampio spazio alla luce degli ultimi sviluppi emersi.

Nel corso della puntata è intervenuto in studio l’avvocato Antonio De Rensis. In collegamento c’era anche Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, tornato a parlare del famoso “coniglio estratto dal cilindro”. De Rensis ha commentato le sue parole soffermandosi sul metodo dell’ex legale: “Io ho sempre ascoltato con grande attenzione le affermazioni di Lovati quando era difensore e le ho ascoltate con grande attenzione anche stasera. Io credo che Massimo Lovati non abbia mai parlato a vanvera, questo non vuol dire che ha detto cose giuste, ma quando ha parlato ha sempre seguito un ragionamento che io non ho sempre interpretato, ma credo che Massimo Lovati sia molto intelligente”.

“Lo dicano ora”. Garlasco, l’annuncio dell’avvocato De Rensis dopo la polemica

La discussione si è poi spostata su Muschitta, il testimone ritenuto inattendibile che in passato aveva descritto una precisa situazione agli inquirenti, per poi ritrattare. Dopo il recente servizio de Le Iene, De Rensis ha espresso una posizione netta: “Io non credo a una parola di ciò che ha detto Muschitta, magari ha contagiato altre persone e questo nuovo testimone è stato suggestionato”.

L’avvocato ha quindi articolato le sue perplessità, richiamando intercettazioni e dichiarazioni dell’epoca: “Ci sono due aspetti, il primo è riferito al padre di Muschitta che, se non sapessi che è il padre, penserei che avesse fatto degli studi di legge – dice riferendosi all’intercettazione fra Muschitta e papà il giorno dopo la testimonianza – ha sentito che il padre dell’inattendibile parla di “fuoco incrociato”, è come se avesse parlato con qualcuno perché non credo che sia laureato in giurisprudenza, e poi la frase di Sportiello (superiore di Muschitta, ndr) che dice “lo hanno portato là”, ma quando, nella pausa della testimonianza? Se io fossi uno che investiga prendo Sportiello e gli chiedo “chi hanno portato dove”? Detto ciò non credo a una parola di Muschitta. Credo che il testimone de Le Iene si sia fatto suggestionare”.

https://twitter.com/Icswhatt/status/2010847547149959675?s=20

Nel dibattito sono finiti anche Occhetti e Porta, i due ingegneri informatici che durante il primo processo a Stasi analizzarono il computer dell’imputato e che in questi giorni sono tornati al centro dell’attenzione. De Rensis ha replicato così a un riferimento giornalistico: “Un giornalista attempato che si chiama Colonnello – dice De Rensis – mi sembra che abbia fatto un riferimento a questa collaborazione con me, quindi chiedo a Porta e Occhetti (i due periti, ndr)… io spero che voi diffidiate, visto che mi risulta che vi hanno diffidato, spero che voi diffidiate, perché dice che voi lavorate per me e l’avvocato Giada Bocellari, io me li ricordo i nomi, qualcuno no”.

L’avvocato ha poi allargato il discorso al susseguirsi di ipotesi, suggestioni e possibili moventi emersi negli ultimi giorni: “Qualche giorno fa ho sentito parlare della foto di una ragazza portoghese che era a Londra e che avrebbe suscitato gelosie, ho sentito il dottor Reale dire che Sempio frequentava la casa poco, poi le cose sono cambiate, è tutto normale, si possono avere ricordi diversi e sbagliati, adesso sento dire che verranno repertati oggetti dopo 18 anni che non hanno alcun valore giuridico… alla fine esiste anche il fumo negli occhi, ogni 3 o 4 giorni c’è un movente che si sovrappone all’altro”.

In chiusura, De Rensis ha richiamato anche il mutare delle ipotesi sulla dinamica dell’aggressione: “Le cose cambiano, tanto è che due giorni fa ho sentito parlare di colluttazione, poi c’è stato un consulente che, svincolato dal pezzo giornalistico, ha detto che stanno facendo accertamenti. Ci è stato raccontato che per 18 anni Chiara non si è difesa perché conosceva l’aggressore, ora si comincia a passare di colluttazione, chissà…”.

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