“Li hanno trovati nel bar: scoperta a Crans Montana nascosta in una borsa”

Crans-Montana, il dramma di una gestione superficiale: emergono nuovi dettagli sulla tragedia di Le Constellation
La tragica notte di Crans-Montana, che ha spezzato 40 vite e lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva, continua a svelare inquietanti retroscena sulla gestione del locale Le Constellation. Le indagini e le testimonianze raccolte dipingono un quadro di negligenza e superficialità, dove la sicurezza è stata sacrificata sull’altare dello spettacolo e dell’apparenza.
Le parole di Jessica Moretti, chiamata a spiegare le consuetudini del locale, assumono ora un peso particolare. La donna ha dichiarato: “Non l’ho mai impedito, ma non l’ho mai ordinato”, riferendosi alle scene di cameriere sollevate sulle spalle dei colleghi per avvicinare i bengala al soffitto. Un rituale che, secondo quanto emerso, si ripeteva con una certa frequenza, anche se Moretti stessa ammette che “non era la prima volta”. Frasi pronunciate con leggerezza che, alla luce delle prove raccolte, assumono un significato ben diverso.
L’incendio, che ha trasformato una festa in una tragedia, è stato innescato proprio da quei giochi pirotecnici, ormai radicati nella routine del locale. Gli accertamenti dell’istituto forense di Zurigo hanno rinvenuto 25 bengala già utilizzati, trovati vicino ai tavoli e alle bottiglie, e un deposito contenente altri 100 bengala ancora confezionati. Inoltre, un borsone con 14 petardi, tra cui 6 potenti “Thunder King”, suggerisce un uso frequente e disinvolto di esplosivi scenografici, in un ambiente che avrebbe dovuto rispettare rigide norme di sicurezza.
Il quadro si completa con il ritrovamento di un vero e proprio arsenale pirotecnico: un deposito stipato di fuochi d’artificio pronti all’uso, che rende difficile considerare tali materiali come semplici “oggetti occasionali”. La presenza di questi dispositivi, combinata con l’uso di materiali non ignifughi per l’isolamento acustico, ha contribuito in modo decisivo alla propagazione dell’incendio.
A confermare questa linea di ricostruzione è stato lo stesso proprietario del locale, Jacques Moretti, che ha ammesso di aver posato personalmente la spugna fonoassorbente durante i lavori di ristrutturazione, utilizzando materiali acquistati in negozi di bricolage. “L’ho rinnovato dalla A alla Z dopo averlo acquistato nel 2015”, ha dichiarato, frase che oggi assume un peso enorme, evidenziando una gestione approssimativa e poco attenta alle norme di sicurezza.
Il disastro di Crans-Montana si configura così come il risultato di una serie di errori e negligenze, dove l’estetica e lo spettacolo sono stati privilegiati rispetto alla tutela della vita umana. La tragedia di Le Constellation rappresenta un monito forte sulla necessità di regole più stringenti e di una cultura della sicurezza che non può essere trascurata, soprattutto in ambienti dove il rischio di incidenti è elevato.
Le indagini proseguono, ma i primi riscontri indicano chiaramente come una gestione superficiale e irresponsabile abbia contribuito in modo decisivo alla catastrofe. La speranza è che questa tragedia possa servire a prevenire future tragedie, imponendo regole più severe e una maggiore consapevolezza dei rischi legati all’uso di materiali pirotecnici e alla sicurezza nei locali pubblici.




