Natisone, cosa c’è nel telefono di Patrizia? L’analisi dello smartphone spiega la tragedia

Questa mattina sono iniziate le attività di laboratorio per eseguire la copia forense del cellulare di Patrizia Cormos, la ventenne travolta dalla piena del Natisone insieme agli amici Cristian Molnar e Bianca Doros. Dopo aver affidato l’incarico ai periti, presso il laboratorio di informatica forense di Udine sono state avviate le procedure di accertamento tecnico irripetibile sul telefono della vittima.

Cosa c’è nel telefono di Patrizia

Come comunica il legale Gaetano Laghi, che rappresenta le famiglie Molnar e Doros, presenti durante le verifiche sono anche la madre di Patrizia, la sorella di Bianca e il fratello di Cristian, insieme ai consulenti della pubblica accusa e delle parti. Queste verifiche sono cruciali e potrebbero dare una svolta significativa alle indagini, dato che il 31 maggio scorso quattro chiamate di emergenza al Numero Unico per le Emergenze 112 sono partite proprio da questo telefono. Il cellulare, trascinato dalla corrente del fiume, è stato infine trovato incastrato tra le rocce vicino all’argine.

I soccorritori sono riusciti a localizzarlo grazie al dispositivo life seeker, che ha individuato le celle telefoniche a cui era connesso. L’importanza di questa indagine tecnica risiede nella possibilità di ottenere informazioni chiave dai dati del cellulare di Patrizia. Gli inquirenti sperano di ricostruire gli ultimi momenti prima della tragedia e comprendere meglio le circostanze in cui si sono trovati i giovani coinvolti. L’intervento tempestivo dei familiari durante l’esame forense dimostra il loro coinvolgimento emotivo e il desiderio di ottenere giustizia e chiarezza su quanto accaduto.

L’incidente del Natisone ha scosso profondamente la comunità, portando alla luce la necessità di comprendere appieno gli eventi che hanno portato alla morte di Patrizia, Cristian e Bianca. La copia forense del telefono rappresenta un passo fondamentale in questo processo, poiché potrebbe rivelare dettagli cruciali sulle comunicazioni e le chiamate effettuate durante i momenti di emergenza.

Il legale delle famiglie, Gaetano Laghi, sottolinea l’importanza della trasparenza e dell’accuratezza nelle indagini, con la speranza che questo lavoro tecnico possa portare a nuove scoperte e contribuire a chiarire i fatti. La partecipazione attiva dei familiari e dei consulenti legali mira a garantire che ogni aspetto venga esaminato attentamente, per offrire risposte definitive alle domande ancora irrisolte sulla tragica scomparsa dei tre giovani.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.