“Chi era Giada”. Nuove scoperte e dolore sulla 34enne gettata dal cavalcavia dal suo compagno

Ennesimo femminicidio, la vittima aveva 34 anni. È finita nel peggiore dei modi la storia tra Andrea Favero, camionista di 39 anni, e Giada Zanola. I due avevano avuto un figlio tre anni fa, ma ormai vivevano da separati in casa nell’appartamento comprato nel 2022 a Vigonza, in provincia di Padova. Il 28 maggio scorso l’uomo l’ha uccisa buttandola giù da un ponte dell’autostrada A4.

Andrea Favero è adesso in galera con l’accusa di omicidio volontario aggravato e adesso si scopre quale possa essere stato il movente. “Andrea era gelosissimo e possessivo“, rivelano persone che lo conoscono. Sembra che fosse ossessionato dal timore di non poter vedere il figlio e voleva tornare con Giada. Ma la donna aveva già una storia con un altro uomo di cui lo aveva informato.

Chi era Giada, parlano i vicini di casa

Dalla pagina Facebook di Giada Zanola scaturisce l’immagine di una donna piena di vita, con tante passioni. La 34enne amava la moda, i tatuaggi, i piercing (di cui due ben visibili sul viso), le moto, le auto sportive ma anche i camion con rimorchio. Bertilla Ranzato, vicina di casa che vive in via Prati da tanti anni, le ha portato delle margherite bianche: “Sono andata a prenderle apposta per adagiarle sul cavalcavia. Purtroppo non ho trovato le calle che erano i suoi fiori preferiti”.

“Non eravamo grandi amiche – dice ancora – ma avevamo ottimi rapporti di vicinato e spesso la vedevo giocare in cortile con il suo bambino e con i suoi due cani. Li vedevo anche al lavoro per sistemarsi casa, mi sembrava davvero una ragazza piena di vita. A volte basterebbe chiedere aiuto, magari anche ai vicini di casa”. Ma Giada aveva già fatto presente che qualcosa non andava.

Il 27 maggio, un giorno prima di essere uccisa, aveva confidato ad un’amica di essere stata “afferrata per il collo” da Andrea. Aveva anche mostrato ad un’amica le foto con le ecchimosi riportate dopo questo episodio e confessato “di aver paura“. Ma non è servito a nulla.

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