“A 13 anni in manicomio perché gay”. Il cantante italiano e volto dei reality, l’orrore vissuto dopo il coming out

Confessione choc del cantante. Il suo nome ha certamente scritto pagine della storia della musica degli anni ’80, ma nonostante il tempo trascorso, impossibile non accendere i riflettori ancora una volta su di lui. Dopo diversi anni, il cantante torna a parlare di sé e di un passato non sempre così tanto felice. Tutto nel salotto e davanti alle telecamere di Oggi è un altro giorno.

Stiamo parlando proprio di Ivan Cattaneo. Un tuffo nel passato per il cantante che oggi viene raccontato con una consapevolezza diversa, ma che ha sicuramente segnato il suo modo di affrontare gli ostacoli della vita. Una confessione che fa riflettere e che lascia trapelare anche tutta la forza di Ivan per fare fronte ai soprusi vissuti.

Ivan Cattaneo confessione choc omosessualità manicomio

“Alla fine degli anni ’50 non c’erano dei modelli. Ho detto a mia madre che volevo diventare donna e mi ha portato dal medico. Da lì mi hanno portato in manicomio”. Il racconto di Ivan prosegue: “La dottoressa mi chiese perché volevo diventare donna e non stilista o parrucchiera. Era avanti. Continuavano a darmi psicofarmaci e altre cose”.

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Il cantante poi aggiunge un dettaglio in più: “Una volta mi hanno portato in una sala con gli elettrodi e mi hanno fatto male. Non so cosa fosse ma era terribile”. E dopo tanti anni, ancora un ricordo doloroso: “Il ricordo più brutto del manicomio erano gli odori. Gli odori di sudore, di urina”. Nel racconto del cantante, la figura materna, tassello imprescindibile della sua esistenza.

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“Era una donna di paese, non posso avercela con lei. Mi ha affidato al medico della mutua, non sapeva dove mi avrebbero portato. Erano tematiche di cui non si parlava”. Un’intervista dal forte impatto, che Ivan ha concluso con un altro racconto: “A 13 anni mi ero innamorato di un ragazzo, ma all’epoca avevo letto sui giornali che questi omosessuali, definiti ‘mostri’, per innamorarsi e curare la loro imperfezione dovevano diventare donne. La prima volta che ho scoperto di avere dei desideri diversi pensavo di essere l’unico al mondo”.

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