Michelle Hunziker, la confessione sulla malattia nell’intervista a ‘Chi’

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Pochi giorni fa, nella sua ultima intervista a Chi, Michelle Hunziker ha parlato a lungo della sua infanzia difficile e degli esordi nel mondo dello spettacolo caratterizzati da diversi momenti di crisi e di sconforto. La cosa che più di tutte l’ha segnata, probabilmente, è stata la situazione difficile in famiglia, con la dipendenza di suo padre dall’alcol che impattava negativamente anche sull’atmosfera di casa.

Poi, arrivata a Milano, ha dovuto fare i conti con le violenze e i ricatti subiti da parte di chi era disposto a offrirle un ingaggio solamente in cambio di ‘prestazioni’ sessuali. A questi episodi frustranti aveva già accennato in un’altra intervista rilasciata a marzo al Corriere della Sera: “Essere solari e positivi non significa non essere profondi”, aveva detto Michelle, a proposito sempre del suo ‘lato nascosto’. “Mi arrabbio, mi intristisco, vivo il dolore e la sofferenza, la malinconia e la nostalgia.

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Sono come tutti. Nessuno è esente dai tormenti interiori. Però affronto la vita a modo mio, sono affetta da amnesie selettive: le cose brutte le cancello, è la chiave che serve a proteggermi e a salvarmi da tutto quello che la vita mi ha offerto di brutto. Sono così: i ricordi belli li salvo tutti, quelli spiacevoli il mio cervello li elimina”. Era la prima volta che Michelle Hunziker parlava apertamente di ciò che ha subito.

Oggi è tornata a farlo in maniera ancora più esplicita, ricordando chi l’ha ferita senza serbare sentimenti di rancore. Anzi, sostiene Michelle, “non sono per niente rancorosa”. “Puoi farmi le peggio cose, io con te chiudo, ma senza serbare rancore. Ignoro completamente il risentimento. La mia immagine pubblica però non è quella privata: semplicemente ritengo necessario non condividere certi umori per non appesantire la gente con zaini di sofferenza di cui non hanno bisogno”.

Questa, dunque, rappresenta soltanto un’eccezione. Condividere le esperienze negative, talvolta, può essere anche terapeutico: “Ho capito che anche quando il mio cervello elimina certi dolori non significa che non esistono: in realtà lavorano dentro di te, in passato mi hanno creato grossi disagi, anche fisici”, racconta ancora Michelle Hunziker.

“Tirare fuori la sofferenza mi è servito a elaborarla, perché le amnesie selettive sono una forma di protezione, ma essere sempre accomodante, evitare lo scontro, alla lunga ti fa macerare. Ti fa anche ammalare, come succede a molti ‘buoni’ che si tengono tutto dentro per il bene comune, per il bene degli altri, perché hanno paura di chiedere aiuto. E finisce che stai male. I traumi rimangono e vanno elaborati, farsi aiutare aiuta te e chi ti sta accanto”.

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