Il cantante è stato arrestato: le accuse sono pesanti

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Non si fermano i guai legati alla giustizia di Marilyn Manson, che nelle ultime ore ha accettato di costituirsi alla polizia di Los Angeles che ha emesso un mandato di arresto per via di un incidente avvenuto nel 2019. Secondo l’accusa, la rockstar avrebbe aggredito un video reporter durante un concerto. Lo riporta il sito americano Deadline.

Perché Marilyn Manson è stato arrestato. Lo scorso maggio il Dipartimento di polizia di Gilford, nel New Hampshire, ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Marilyn Manson, nome d’arte per Brian Hugh Warner, in seguito ad un incidente avvenuto nel 2019 che, secondo quanto dichiarato dalla polizia, avrebbe coinvolto un video reporter. 

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“Il Sig. Warner si stava esibendo in un concerto alla Bank of NH Pavillon il 18 agosto 2019”, si legge nel comunicato, “quando si è verificata l’aggressione da parte del cantante”. A quanto pare però, l’accusa non avrebbe nulla a che vedere con la causa per violenza sessuale che ha visto Manson finire nel ciclone mediatico negli ultimi tempi.

Dopo la denuncia dell’attrice Esmé Blanco, quella di Evan Rachel Wood e di altre donne che hanno scelto di esporsi, l’artista si era visto saltare il contratto con la sua etichetta discografica oltre a diverse ospitate in tv.

Le accuse di violenza sessuale. Il rapporto dell’artista con la giustizia non era certo dei migliori, considerando che su di lui pendeva già l’accusa di violenza sessuale. Lo scorso febbraio il Dipartimento di polizia di Los Angeles ha avviato ufficialmente le indagini contro il cantante perseguendo l’accusa di violenza domestica per i fatti relativi al 2009 e il 2011, quando Manson viveva a West Hollywood.

L’attrice e cantante Evan Rachel Wood aveva denunciato di aver subito gli abusi “in modo orribile”. Un vero e proprio terremoto che ha scosso la vita professionale della rockstar, al quale sono seguite le denunce da parte di altre donne come Esmè Blanco che ha raccontato di essere stata colpita con un martello e inseguita con un’ascia: “Ero la sua prigioniera”.

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