Mascherine, nelle intercettazioni spunta Roberto Speranza: “Lo vedo alle quattro, D’Alema non può fare qualcosa?”

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Continua a suscitare interesse e conseguenti polemiche l’inchiesta relativa alla fornitura di 5 milioni di mascherine e 430mila camici destinati alla protezione civile del Lazio, per cui sono state arrestate tre persone. I tre finiti al centro dell’inchiesta (Vittorio Farina, Andelko Aleksic e Domenico Romeo) sono indagati per frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata. Avrebbero fornito del materiale con certificazioni false, per un affare da ben 22 milioni di euro. e nelle intercettazioni adesso spunta anche il ministro della Salute, Roberto Speranza.

I magistrati infatti hanno indagato sui contatti attraverso cui Farina avrebbe puntato per fornire pure la struttura commissariale a quel tempo guidata da Domenico Arcuri. Tra Farina e l’imprenditore De Santis, finito nel mirino dell’inchiesta, c’è una intercettazione del 27 agosto 2020, pubblicata dal Giornale: “Novità?. Sto aspettando che mi fissino un appuntamento, ti so dire. Servono 30 milioni di mascherine al giorno per le scuole. Se Luxottica e Fiat non riescono a fornire tutto subentriamo noi, ci ho parlato ieri con Arcuri”. Domenico mi ha promesso che se gli arriva la lettera, autorizza quell’acquisto (…) la dovrebbe fare oggi, oggi la deve fare e oggi pomeriggio ci deve fare l’ordine”, queste sarebbero state le parole pronunciate da Farina.

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E poi, Farina con Andelko Aleksic, avrebbe affermato: “Tu lasciami lavorare, c’ho ampia delega da te, te faccio diventare… mooolto molto benestante, forse potresti anche essere considerato ricco”. In una altra intercettazione del 17 agosto Farina con De Santis spiega che, “c’è anche il capo di Roberto”. E il 17 novembre sempre Farina dice: “Sto andando ora dal ministro. Ho appuntamento alle 4 e mezzo con Roberto. Ti aggiorno. Ma Max (D’Alema, ndr) non può intervenire? Che lo faccia ora non è utile… Prima quello lì deve parlare. Poi se sono interessati come penso ci chiameranno. Paolucci dovrebbe contattarti”. Quello citato da Farina potrebbe essere Massimo Paolucci, capo della segreteria politica del ministro ed esponente di Articolo 1, il partito di cui Speranza è segretario nazionale. Nel frattempo i legali di Farina spiegano “che nessuna frode è stata posta in essere da Farina”. Che anzi, “si è messo a servizio per reperire le mascherine. Siamo pronti a vagliare e verificare se reati sono stati commessi dai produttori cinesi”.

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