Foibe, Iva Zanicchi: «Fu una tragedia volutamente dimenticata. Ora, grazie a Dio, se ne parla»

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«Un fatto tragico per troppo tempo volutamente dimenticato». Così Iva Zanicchi a proposito delle foibe alla vigilia del Giorno del Ricordo. Dedicato alle vittime delle violenze titine e all’esodo giuliano-dalmata. Una riflessione che la popolare artista rilascia all’agenzia Adnkronos.

Foibe, Zanicchi: una tragedia volutamente dimenticata

La Zanicchi non ha paura di puntare l’indice accusatore su quanti per troppo tempo hanno oscurato e sotterrato una verità scomoda. “Le foibe – dice – sono state un fatto tragico. L’unica cosa che posso dire è che purtroppo questa cosa è stata tenuta quasi nascosta. Per troppi anni. I crimini sono crimini di qualsiasi colore: questo è stato un crimine micidiale. Orribile, perché hanno buttato gente viva nelle foibe. E questa è una cosa che sconvolge”.

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“Adesso, grazie a Dio, se ne parla”

Per la Zanicchi, in fondo, “si capisce troppo bene perché hanno voluto tenerle nascoste. Adesso, grazie a Dio, se ne parla. È giusto e doveroso ricordare un fatto così. Quanti innocenti sono stati uccisi in modo atroce?”” Per decenni dopo la guerra quella pagine drammatica della storia italiana è stata oscurata, negata, dimenticata. Nemmeno una riga nei manuali scolastici. O, peggio ancora, le foibe venivano descritte semplicemente come doline carsiche, un capriccio del sottosuolo. Senza fare minimamente cenno alle migliaia di vittime infoibate. Soltanto perché italiani.

Pennacchi: è ora di riscrivere un patto di unità nazionale

“E’ ora di riscrivere un patto di unità nazionale”.  Lo scrittore Antonio Pennacchi, sempre intervistato dalla stessa agenzia, guarda avanti. Oltre il doveroso ricordo. Lo scrittore di Latina sottolinea che “bisogna prendere atto di quello che è successo. E andare oltre quelle cose costruendo una pacificazione in grado di superare il passato. Che non va rimosso o dimenticato. Ma va elaborato”.

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