Follia a Roma: ghanese molesta una mamma, poi spacca la faccia a una poliziotta con una raffica di pugni

Momenti di paura ieri a Roma, al Collatino. Una poliziotta in servizio, per difendere una mamma con i bimbi al seguito, importunata da un extracomunitario, è stata brutalmente aggredita riportando la frattura del setto nasale. L’uomo (nella foto, di cui IlGiornale.it è venuto in possesso) è un cittadino extracomunitario, un ghanese di 40 anni Adam Hebib, già noto alle forze dell’ordine, con diversi precedenti penali per droga e reati contro la persona per il quale era stato raggiunto da un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale che, a quanto pare, si è concretizzato in un nulla di fatto.

Era in strada ad importunare i passanti, quando ha mirato la donna che con i suoi bambini era intenta a tornare a casa.Nel mentre è giunta la volante della Polizia dalla quale è scesa una giovane agente di 34 anni che ha cercato di fare scudo per difendere mamma e bambini.

La reazione dell’extracomunitario è stata spropositata e ha iniziato a colpire l’agente con violenti pugni al volto fino a romperle il setto nasale e cercando, tra le altre cose, di sfilarle il cinturone con l’arma. La poliziotta ha tentato di reagire per evitare altri colpi, ma la furia dell’uomo era incontenibile.

Soccorsa dalla collega e da altri equipaggi del commissariato San Lorenzo giunti in ausilio, è stata condotta in ospedale dove ha ricevuto una prognosi di 15 giorni, mentre l’extracomunitario è stato bloccato e arrestato per lesioni e minacce a pubblico ufficiale.

La vicenda ha di molto indignato i sindacati di Polizia, da chi chiede maggiori tutele per gli operatori impegnati su strada, fino a chi contesta il fatto che l’equipaggio fosse composto da sole donne.

“Questa ennesima aggressione ai danni di un’appartenente alle forze dell’ordine, in questo caso una giovane collega a cui va tutta la nostra vicinanza, deve indurci a una riflessione molto importante: uomini e donne in divisa sono sempre più esposti a pericoli e sempre più spesso si sfiora la tragedia”, fa sapere Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap), il quale invoca il taser, “il taser avrebbe evitato un contatto ravvicinato e avrebbe permesso di bloccare il soggetto a distanza. Queste persone purtroppo, sono libere di delinquere e sono consapevoli di restare impunite, per non parlare poi del loro pregiudizio maschilista verso le donne che le porta a sottovalutarne l’autorità, seppure indossano una divisa”. “Mi auguro una ferma presa di posizione da chi di competenza – continua – la sicurezza non è un argomento di secondaria importanza e merita attenzione: non si può pensare ad una ripartenza se non si garantisce sicurezza ai cittadini. Le forze dell’ordine ormai sono sempre più in balia dei criminali”.

Indignazione anche da parte del Silp – Cgil che annuncia una segnalazione al Questore di Roma. “La cosa che ci ha lasciato perplessi è stata quella di constatare che l’equipaggio era composto da due donne. A nostro avviso – fanno sapere dalla segreteria di Roma e Lazio – la scelta di comandare due giovani donne, in servizio di autoradio, risulterebbe del tutto inopportuna, soprattutto per l’espletamento del rischioso servizio di pronto intervento. Infatti l’equipaggio era formato da un agente scelto con circa 5 anni di servizio e una giovane agente di nuova nomina con sette mesi di servizio. Sarebbe stato grave anche nel caso di un equipaggio costituito di due giovani agenti di genere maschile”. “Normalmente – continuano i sindacalisti – il buon senso prevede di impiegare sempre un operatore anziano formato o comunque una pattuglia mista. Parrebbe che nonostante la circostanza fosse stata segnalata al Dirigente, la cosa è stata ritenuta irrilevante. Riteniamo che il personale vada impiegato in sicurezza anche in ragione dell’esperienza acquisita. La gravità di questo episodio è stata prontamente segnalato al Vicario, verbalmente. Seguirà una nota al Questore di Roma”, concludono.

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