Rivolta in un centro di accoglienza a Roma, migranti col Covid prendono ostaggi: “Vogliamo uscire”

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Rivolta nel centro di accoglienza di via Riserva Nuova, in via Riserva Nuova 219, in zona Prenestino. Gli immigrati si sono chiusi all’interno della struttura sequestrando i dipendenti della cooperativa. All’origine della protesta ci sarebbe il permesso a uscire negato dall’Asl a causa della presenza tra loro di positivi al Coronavirus.

Dall’inizio del lockdown, la zona è diventata terra di nessuno. In particolare quella che era l’area giochi di via della Riserva Nuova, al Villaggio Prenestino, è stata occupata dai migranti irregolari. Come ha denunciato Il Giornale, nel luglio scorso, da diversi mesi, alcuni migranti provenienti dal centro di accoglienza, si sono accampati direttamente nel parco che un tempo era riservato ai bambini. Si sono quindi sistemati sulle panchine. Altri, addirittura, hanno scelto le giostre e le casette per l’infanzia come bivacco.

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La rivolta nel centro di accoglienza al Villaggio Prenestino

Insomma, a Riserva Nuova i migranti si sono insediati tra i giochi in pianta stabile. Nel reportage del quotidiano le foto hanno documentato una situazione insostenibile.  Una sorta di nascente baraccopoli, che non ha avuto controlli nè ispezioni da nessuno. Eppure i solerti agenti della polizia locale della Raggi non hanno timore di fermare i romani che non indossano la mascherina. Le multe fioccano per propietari dei bar e degli esercizi pubblici della zona che non fanno rispettare il distanziamento sociale. Per non parlare dei controlli dei Nas nelle palestre. Per i ristoranti che non dispongono dei pannelli in plexiglass o dei menu digitali. Ma quei migranti accampati non sono interessanti. Oppure, non sono tranquilli e remissivi come i cittadini romani.

Ma secondo Lamorgese i migranti non portano il Covid

Ogni tanto, infatti, ci scappa qualche rissa e qualche accoltellato.  “Uno di quelli che dorme qui abusa di alcol”, ci conferma un ragazzo del Gambia. “Passano il tempo bevendo, fumando e ascoltando musica a tutto volume – racconta una residente – di notte ormai non dormiamo più tra risse e schiamazzi”. Nei villini che circondano il giardinetto cresce la preoccupazione. Secondo più di una persona l’area giochi sarebbe diventata un punto di riferimento per acquistare e vendere droga. E le norme anti-Covid danno fastidio. E poi, hanno dalla loro parte anche il ministro dell’Interno Lamorgese. In una recente intervista, infatti, ha sostenuto che i migranti non portano il Covid. 

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